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La casa dei fantasmi di William Castle

Il ricco ed eccentrico Frederick Loren (Vincent Price) affitta insieme alla moglie Annabelle una casa, si dice, abitata dai fantasmi perché vi sono avvenuti sette delitti orribili. Invita persone tra loro molto diverse che non conosce né si conoscono tra loro: Lance Schroeder (Richard Long) pilota collaudatore, Ruth Bridgers (Julie Mitchum) giornalista, David Trent (Alan Marshal) psichiatra, Nora Manning (Carolyn Craig) dipendente di Loren che mantiene da sola la sua famiglia e Watson Pritchard (Elisha Cook Jr.) il proprietario della casa che Loren ha affittato. Chi di loro sopravvivrà dodici ore nella casa vincerà 10.000 dollari.
Da questo incipit arci noto lo sceneggiatore Robb White riesce a tirare fuori qualcosa di assolutamente originale se non addirittura ad anticipare un certo modo di intendere l’horror di pellicole come Gli invasti (1963) di Robert Wise.
In questo film nulla è scontato o banale, niente è come sembra, i colpi di scena sono continui, i ripensamenti da parte dello spettatore vanno di pari passo con quelli dei protagonisti, i salti dalla sedia sono assicurati. Il discorso sulla paura è affrontato da questa pellicola diretta dal maestro artigiano William Castle secondo un punto di vista quasi scientifico. La paura è innanzi tutto autosuggestione. È quello che sostiene lo psichiatra, il pilota e la giornalista, non è quello che pensano il terrorizzato Pritchard che in quella casa ci vive e Nora che del gruppo è la più giovane e quindi la più fragile. Ognuno di loro vive l’esperienza a modo suo, secondo il suo punto di vista.

Girato nel 1959 La casa dei fantasmi (titolo originale House on haunted hill) gioca con queste sfaccettature spesso in modo eccelso, la paura, suggerisce il film, può diventare l’alibi perfetto per molte cose che con il soprannaturale hanno niente a che fare. Scopriamo presto che Frederick Loren è gelosissimo della sua giovane e attraente moglie Annabelle (Carol Ohmart). Le sue precedenti tre mogli (era geloso anche di loro) sono morte tutte in circostanze tragiche quanto sospette tanto da far supporre che a Loren siano riusciti dei delitti perfetti e forse anche Annabelle rischia di morire. Forse Frederick ha organizzato tutto questo per uccidere sua moglie facendo passare l’omicidio per un incidente, la casa infestata sarebbe quindi un pretesto per avere dei testimoni e farla franca per la quarta volta. Sono solo supposizioni, la realtà anche se razionale (perché comunque la suggestione alla fine sarà la vera protagonista/causa di tutto) sarà comunque ben diversa. Un po’ come accadeva nel film precursore I diabolici (1955) di Henri-Georges Clouzot.
William Castle (1914-1977) si ingegna in questo film a spaventare con molte trovate registiche a volte in anticipo sui tempi e con un approccio che non lascia da parte l’ironia.

Le teste tagliate che nel film appaiono risultano essere delle vere e proprie teste finte, gli scheletri che si muovono da soli sono in realtà mossi da un burattinaio, il fantasma che si è creduto di vedere risulta essere solo una persona in carne ed ossa consapevole o inconsapevole dell’equivoco, la persona che crediamo morta ha finto, quella che diamo per scomparsa ritornerà.
Qui al suo secondo film dell’orrore dopo Macabro del 1958, Castle anche nei successivi Il mostro di sangue 1959, I tredici fantasmi 1960, Homicidal 1961, Il castello maledetto 1963, Cinque corpi senza testa e Passi nella notte del 1964 e Gli occhi degli altri 1965 tenterà sempre di coinvolgere lo spettatore oltre la narrazione in un gioco di illusionismo senza fine. Il suo sogno era di coinvolgerlo con tutti e cinque i sensi: nelle anteprime dei suoi film pagava comparse che fingevano di svenire per la paura, prometteva 1000 dollari se si moriva di spavento, per questo film a un gesto di Vincent Price uno scheletro attraversava la sala, per The tingler, il mostro di sangue nella scena che si svolge nella sala cinematografica con il mostro libero tra gli spettatori una leggera corrente elettrica passava tra le poltrone. Effetti simili erano un po’ la moda degli horror e delle pellicole di fantascienza in quel periodo di guerra fredda, come ha ricordato Joe Dante nel suo Matinee (1993) vero e proprio omaggio al genio di Castle.
La casa dei fantasmi (prodotto da William Castle e Robb White) ha una buona fotografia in bianco e nero di Carl E. Guthrie, il montaggio di Roy Livingston, un sonoro che contribuisce molto a far salire la paura di Ralph Butler e Charles Schelling. Suggestive le musiche di Von Dexter (tema di Richard Kayne e Richard Loring).
Completano il cast degli attori Leona Anderson e Howard Hoffman rispettivamente nei ruoli degli inquietanti domestici Slydes e Jonas.

La tradizione che questo film nel suo piccolo ha contribuito a sviluppare è giunta fino ai nostri giorni basti pensare a The others o Session 9.

15 commenti

Mario Scafidi ha detto...

adoro vincent price!

chimy ha detto...

Che bel film... l'ho visto diverso tempo fa, ma ne ho ancora un buon ricordo.
Vincent Price è, per me, uno dei più grandi attori del '900. Immenso sempre!

Roberto Fusco Junior ha detto...

Mario, a chi lo dici!
Chimy, La casa dei fantasmi, anche se passato tutto sommato inosservato, ha fatto scuola. Un film che volevo segnalare da tempo.
Un saluto!

Luciano ha detto...

Ecco un film da vedere assolutamente. Me lo segno volentieri tra i film da recuperare.

chimy ha detto...

Ciao, abbiamo iniziato una battaglia contro la distribuzione... c'è bisogno di un pò di supporto.

Se ti va passa da noi

Un saluto

filippo ha detto...

lo devo assolutamente vedere, adoro Vincent Price!
Ma ne hanno per caso fatto un remake (il mistero della casa sulla collina)?

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, recuperalo e fammi sapere che ne pensi.
Chimy, passo prima di subito, giuro.
Filippo, Vincent Price è uno dei miei attori preferiti, per quanto riguarda il remake non ne so niente, tocca andare a consultare il solito imdb.com

Conte Nebbia ha detto...

Per Filippo: Sì, il remake, neanche disprezzabile, esiste ed è proprio quelo che dici tu. Una domanda a tuttti, a me è parso che, fra i film trasmessi in televisione nell'Halloween di Rob Zombie vi sia anche una scheggia di questo gioiellino di William Castle. Ho avutro un abbaglio?

Roberto Fusco Junior ha detto...

Conte nebbia, grazie per aver risposto alla domanda di Filippo, non ne sapevo niente.
Purtroppo non ho avuto occasione di vedere il film di Rob Zombie.
Un saluto!

Pickpocket83 ha detto...

Bellissimo blog, complimenti...felice di averlo scoperto. Questo film poi è di una ingenuità e di una leggerezza che lo rendono davvero un piccolo capolavoro del genere! E poi c'è Vincent Price, ragazzi...mio mito personale. Grandissimo. Un saluto, e a presto

p.s. ti ho linkato ;-)

alicesu ha detto...

Segnati tutti e tre gli ultimi film (che non avevo mai sentito).
Grazie!

Roberto Fusco Junior ha detto...

Pickpocket83, anche il tuo non è male e infatti l'ho linkato. Ragazzi linkate cinedrom.
Alice, Spitirika lascialo perdere: è una segnalazione (tutto sommato) negativa, un avvertimento per gli appassionati. Lasciate perdere Spiritika!
Un saluto a tutti!

alicesu ha detto...

eh eh ma io sono un'appassionata del genere :-D

Anonimo ha detto...

questo sembra una vera chicca...
e poi vincent è sempre vincent...
bel blog
Simone

Martino S. ha detto...

ben fatto tecnicamente, ma noioso e inconcludente. non succede nulla!