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Matinee di Joe Dante

Quando per gli adolescenti andare a cinema era un piacere, un rituale che oggi si è perso. Le uscite di gruppo con gli amici, quelle a tu per tu con la fidanzatina, quelle di nascosto dai genitori, quelle che per entrare toccava corrompere chi stava alla cassa. E poi lanci di pop corn, calci dalla poltrona di dietro (o verso la fila davanti), la fissa del posto preferito, la fine dell’attesa per il filmaccio che tanto si aspettava.
Andare poi a vedere pellicole spaventose ha sempre rappresentato un qualcosa di ambiguo. Lo spavento che attendeva soprattutto i più giovani tra gli spettatori, l’adrenalina che ne usciva fuori, era un po’ dovuta dalla paura ma un po’ anche dal gusto del proibito. Era trasgredire una regola che magari qualcuno di casa aveva imposto, come il divieto di ascoltare i dischi dello sboccato Lenny Bruce. Filmacci di serie B, scritti tenendo presente alcune regole fondamentali del genere come il rapimento della bella di turno, girati con pochi soldi ma molta inventiva, venivano prodotti e distribuiti a getto continuo. Inventiva e faccia tosta nel proporre spesso e volentieri storie apparentemente assurde di mutazioni genetiche, metafore il realtà – neanche troppo velate – della paura reale verso il nucleare.
Era talmente tanta la concorrenza che per i registi, i produttori, gli sceneggiatori toccava sempre inventare qualcosa di nuovo.
Siamo in Florida nel 1962 e il produttore Lawrence Woolsey, interpretato da John Goodman, lavora seguendo lo stile del coevo regista William Castle: per le anteprime della sua pellicola Mant! posiziona all’interno della sala una serie di trucchi ottici ed effetti audio per rendere la pellicola ancora più elettrizzante. Sono suoi (di Woolsey) il brevetto del Rumblerama, che spara i bassi a palla, e dell’Atomovision, una fregatura come tutte le altre consistente nel usare per alcune riprese obiettivi o filtri insoliti.
Ancora sulla scia di William Castle, paga attori per interpretare al di fuori della pellicola componenti di sette religiose (il Comitato per il sano divertimento) che protestano fuori dal cinema dicendo che i film di Woolsey trasformano i ragazzi in potenziali delinquenti. O infermiere che ti fanno firmare la liberatoria che se muori per lo spavento durante lo spettacolo non fai causa alla produzione.
William Castle in questo è stato un maestro. In Matinee il suo nome non si cita mai apertamente eppure la sua presenza è fortissima. Woosley, come fece Castle nel suo The Tingler, elettrizza le poltrone in galleria per far prendere una leggera scossa agli spettatori e inserisce nel film una scena che si svolge all’interno di una sala cinematografica.
Tutto si escogitava pur di aumentare l’atmosfera, battere la concorrenza e metaforizzare paure reali.
Gli Stati Uniti d’America vissero sotto Kennedy un periodo difficile dal punto di vista dei rapporti con la Russia. Il presidente americano incontrò per la prima volta Kruscëv nel 1961 per parlare di Berlino. Risultato del loro fallimentare meeting fu l’innalzamento del muro fatto poi crollare nel 1989. Kennedy nello stesso anno tentò di boicottare economicamente la vicina Cuba di Fidel Castro. Anche lo sbarco alla Baia dei porci si rivelò però un autogol per gli States. I russi, che forse non aspettavano altro, appoggiarono Cuba iniziando ad installare nell’isola alcune basi di lancio per missili nucleari. Nell’ottobre del 1962 alcuni aerei spia americani notarono le basi cubane e avvertirono la Casa Bianca. Kennedy ordinò un blocco navale intorno a Cuba per impedire alla navi russe di di raggiungere l’isola. Dal 16 al 21 ottobre 1962 (giorni in cui si svolgono le vicende del film Matinee) il mondo fu vicino ad un conflitto mondiale. Poi tutto si risolse con Kruscëv che smantellava le basi e Kennedy che prometteva di lasciare in pace Cuba. Di lì a poco le due superpotenze firmarono un trattato che vietava gli esperimenti nucleari nell’atmosfera e si accordarono per l’installazione di una linea di comunicazione diretta (la famosa linea rossa) fra Casa Bianca e Cremlino per evitare il pericolo di una guerra per errore.
Joe Dante, unendo la nostalgia verso quel periodo del cinema con una lettura al vetriolo del clima politico, con Matinee ci regala un film divertente, ricchissimo di citazioni, in cui non si capisce se sia il mondo della fiction ad invadere la realtà o il mondo reale a superare quello della fantasia. Le paure reali prendono il sopravvento, l’inconscio va in tilt (come scrisse Maurizio Porro su Il corriere della sera), il caos regna sovrano fino a quando il mistero non si risolve, l’equivoco si chiarisce e tutto può tornare alla normalità.

Personaggi e interpreti:

Lawrence Woosley – John Goodman
Ruth Corday – Cathy Moriarty
Gene Loomis – Simon Fenton
Dennis Loomis – Jesse Lee Soffer
Howard (il gesture del cinema) – Robert Picardo
Sherry – Kellie Martin
Harwey Starkweather (il bullo) – James Willemaire
Rhonda – Lucy Butler

Fotografia – John Hora
Scenografie – Steven Legler, Nancy Roberts
Costumi – Isas Mussender
Effetti visivi – Pierre Cane, Mike Chambers, Mark Johnson, Laura Lang, Mauro Maressa, Dennis Michelson, Raphael Sloane
Montaggio – Marshall Harvey
Musiche – Jerry Goldsmith

Note/curiosità

-Nel film compare per un attimo una sconosciuta, all’epoca, Naomi Watts.
-Solita comparsata per Dick Miller attore feticcio di Joe Dante presente in moltissime sue pellicole.
-Il personaggio di Ruth Corday interpretato da Cathy Moriarty è un omaggio a Mara Corday, attrice in Tarantola di Jack Arnold (1955), Lo scorpione nero di Edward Ludwig (1957) e Il mostro dei cieli di Fred S. Sears (1957)

12 commenti

AmosGitai ha detto...

Augurandoti un felice e sereno 2009 ti invito a votare i CINEMAeVIAGGI AWARDS 2008: scegli tu i migliori film ed interpreti del 2008!!!

brunez ha detto...

questa roba dev'essere imperdibile, la voglio!!!

Roberto Fusco Junior ha detto...

Amos, auguri. Ho votato da te! Non ne ho preso uno che fosse primo.
Brunez, William Castle è un regista imperdibile se si ama l'horror anni '60. Tutta roba fatta a modo, pochi soldi, molta inventiva. Vedilo.

Anonimo ha detto...

them
imperdibile...
figuratevi che io non lo trovo più

Roberto Fusco Junior ha detto...

Sono anni che non passa più in tv, nelle tv in chiaro, intendo. Ciao!

Anonimo ha detto...

them!
Al cinema vi avevo trascinato due ccoppie di amici, che all' uscita mi ringraziarono "caldamente".
Ovviamente fui l' unico in sala a ridere quando McCarty dice :"Sono il generale Ankrum!",e gli altri spettatori mi guardarono perplessi.
Dico che non lo trovo più perchè avevo comprato il VHS.E poi Rai 3
taglarono i titoli di coda perdendo l' ultima spiritosa battuta.

Anonimo ha detto...

THEM!
Chi ha riconosciuto nello scienziato che inonda la faccia del "mostro" con l' insetticida con l'altro scienziato,quello anziano ed imbecille di "La COSA da un altro mondo" alzi la mano.Ha interpretato un altro scienziatino collega di Cary Grant in un altro film di Hawks "Il magnifico scherzo" ed un suo collega era l'ex giornalista che dice "lo dico a tutti voi, ditelo al mondo: ATTENZIONE al cielo!". Il suo nome è ancora oggi impronunciabile.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Le sai proprio tutte!
Si tratta di Robert Cornthwaite?

Anonimo ha detto...

THEM!
....oh, yes!
....oh, yes!

Anonimo ha detto...

Quando nel 93 vidi per la prima volta Matineè mi resi conto che a Hollywood c'era ancora qualcuno in grado di raccontare il mondo della fantascienza filmica anni 50/60.
Ho vissuto in prima persona gli avvenimenti che si raccontano in questo film, infatti a Milano c'erano diverse sale (tra cui il dimenticato (non esiste più da decenni) Cinema di periferia Umbria)che nella programmazione di 2 film (60 lire e ogni tanto si entrava anche Gratis)immancabilmente figurava un film di fantascienza di serie B, mentre il II° era quasi d'obbligo un Western o un poliziesco a basso Budget.
Potete immaginare il pubblico di varia umanità che assisteva a quete proiezioni, dalla zoccola di professione al "Gay", dai ragazzini scappati da scuola alle servette con il militare appresso e tra gli altri i veri appassionati di Sci-fi che all'epoca erano visti come mosche bianche e additati come appestati.

Quando il Cinema era "Il Cinema"

Zelig46

Roberto Fusco Junior ha detto...

Zelig46,
deve essere stato davvero un bel periodo

zelig46 ha detto...

Ciao Roberto Fusco Jr.

Cosa posso dire?, era un bel periodo davvero, e non solo perchè ero un ragazzino scalpitante, ma perchè era tutto più genuino, a cominciare dalle persone.
Vi ho raccontato nel mio post precedente del Cinema Umbria a Milano, ebbene...a 200 mt c'è una piazza denominata "Libia" dove d'estate, usciti dal cinema, si andava a prendere una Granita al baracchino dei gelati.
Vi posso garantire che a mezzanotte la Piazza era ancora gremita di gente che chiaccherava sulle panchine e quello del chiosco faceva affari d'oro (con la granita a 50 lire)

Oggi se passi da piazza Libia a mezzanotte puoi prendere "solo" una coltellata nello stomaco da qualche spacciatore.

Per quanto riguarda Matinee, l'ho rivisto qualche giorno fa e mi sono ri-divertito come la prima volta, un vero "cult" per intenditori.


Zelig46