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The Tingler (Il mostro di sangue) di William Castle

La paura è quella sensazione che, tra le tante cose, ci fa tremare le gambe, balbettare, che toglie il fiato e provoca un brivido lungo la schiena. Se siamo piccoli a spaventarci è l’uomo nero, un ombra, un rumore, poi cresciamo e il terrore ci assale se un’automobile ci taglia la strada o se ci troviamo in una città che non è la nostra, in vacanza per dire, e un brutto ceffo ci guarda con un’aria che interpretiamo subito come minacciosa. Partendo da questa idea lo sceneggiatore Robb White e il regista William Castle, di nuovo insieme dopo Macabro (1958) e La casa dei fantasmi (1959), creano ancora una volta una storia che spiazza più volte lo spettatore. Anche in questo caso gli elementi soprannaturali si rivelano spesso un inganno della suggestione passando così in secondo piano per lasciare il posto a misteri da ricercare tra gli essere umani.
Personaggio principale è Warren Chapin (Vincent Price), un medico studioso della paura tradito di continuo dalla moglie Isabel (Patricia Cutts). Da un’altra parte ci sono Ollie (Philip Coolidge) e la consorte sordomuta Martha (Judith Evelyn), gestori di una sala cinematografica dove si proiettano solo film muti. Con Chapin lavora David (Darryl Hickman) un giovane medico fidanzato con Lucy (Pamela Lincoln), sorella di Isabel.
Chapin ha capito, come scienziato, che dentro la spina dorsale di ogni essere umano vive un essere vivente, simile ad una scolopendra, che esce fuori dalla colonna quando l’umano che lo ospita si spaventa, essere vivente che battezza The Tingler (ciò che fa tremare o che eccita, tradotto in Italia come il brivido). Come marito capisce che Isabel non ha intenzione di porre fine alle sue relazioni extraconiugali, né di dare a Lucy la parte di eredità che le spetta. Isabel è una donna che prende in giro suo marito Warren mentendogli spudoratamente su tutto, sulla porta posteriore che sente chiudersi ogni volta che rientra in casa prima del tempo, sui bicchieri da superalcolico che trova in giro per casa.
Chapin, tradito dalla moglie perché passa tutto il tempo nel suo laboratorio, è il classico scienziato entusiasta che proprio a causa della sua “esuberanza” dimentica qualcosa, dimentica, in questo caso, di tenere la bocca chiusa sulla sue teorie e scoperte, commette l’errore di parlarne con le persone sbagliate: Ollie, che ne approfitta per eliminare la nevrotica Martha, sordomuta e impressionabile se vede una sola goccia di sangue, e ne parla anche alla moglie che utilizzerà Il Tingler per eliminarlo nel sonno.
Darryl Hickman, Pamela Lincoln e Vincent Price in una foto pubblicitaria per il film


Come ogni scienziato che si rispetti, Warren Chapin non si tira indietro quando c’è da sperimentare su se stesso qualche droga in grado di amplificare la paura come l’LSD25.
Un Tingler sarà alla fine catturato da Chapin e sarà allora che inizieranno altri guai. Ne estrae uno vivo (ne sentiamo il battito cardiaco) dal cadavere di Martha (morta perché l’unico modo che si ha per neutralizzare la sua forza è di urlare, cosa che Ollie ha appreso da Chapin, perché è solamente esternando la paura con un urlo che Il Tingler molla la sua presa mortale in grado di spezzare la schiena come di strangolare) ma a causa del sua forza e della sua aggressività gli sfugge poco dopo andandosi ad infilare nella sala cinematografica di Ollie e Martha.
Si diceva che in questo film (girato in bianco e nero con una sola eccezione per la scena in cui una spaventata Martha vede colorato il sangue che sgorga dal lavandino e che riempie la vasca da bagno) la spettatore è più volte ingannato. Come ne La casa dei fantasmi in cui si capiva che la suggestione può fare brutti scherzi, anche in questa pellicola ci sono molti tranelli, pistole che non uccidono, mostri che sono in realtà persone travestite da mostri, bugie di regia che corrispondono a bugie dei personaggi. In sostanza: molta ironia sottile. Tutto per coinvolgere lo spettatore oltre la narrazione in un gioco di illusionismo senza fine. William Castle non si accontentava di un cinema qualunque, voleva che tutti e cinque i sensi dello spettatore venissero coinvolti, ed era alle anteprime dei suoi film che i confini classici del cinema venivano abbattuti. Ne La casa dei fantasmi ad un gesto di Vincent Price uno scheletro attraversava la sala, in The Tingler (da noi fatto uscire come Il mostro di sangue) nella scena che si svolge nel cinematografo una leggera scossa elettrica passava tra le poltrone (effetto denominato “percepto”).
Rispetto a La casa dei fantasmi siamo un pelino sotto, rimane comunque un film assolutamente da vedere per gli appassionati di Price e degli horror di vecchia data, peccato che non esista ancora il DVD italiano...

Fotografia – Wilfred M. Cline
Scenografie – Phillip Bennett
Arredatore – Milton Stumph
Sonoro – John P. Livadary, Harry D. Mills
Montaggio – Chester W. Schaeffer
Musiche – Von Dexter

2 commenti

Mario Scafidi ha detto...

ciao roberto, ti ho fatto il regalino dell'ennesima catena tra blogger...vieni a leggere da me!

Lilith ha detto...

Visto da poco. Molto interessante la commistione tra la fobia per gli insetti e la misoginia... mube mumble...