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Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola



Il vecchio Giacinto (Nino Manfredi) vive in una baracca alla periferia di Roma inieme alla sua numerosa famiglia. Mentre gli altri lavorano come meglio possono (facendosi fotografare per delle riviste porno, borseggiando turisti, prostituendosi vestito da donna), Giacinto passa le sue giornate a bevicchiare ma soprattutto a difendere dall'avidità dei parenti il milione di lire datogli dall'assicurazione per aver perso un occhio. Magari i famigliari un piccolo pensiero sul gruzzolo l'avevano anche fatto, ma a scatenare l'ammutinamento vero e proprio è l'eccessiva paranoia complottistica di Giacinto che non fa altro che farsi odiare con male parole e botte ai parenti proprio perché convinto, ciecamente viene da dire, che il loro unico interesse nei suoi confronti sia per via del milione. Spara a un figlio, accoltella la moglie, sempre sotto l'effetto della paranoia accentuata spesso dai bicchieri di vino. Giacinto, pazzo da legare che borbotta tra sé, scatena con il suo comportamento il complotto vero della famiglia esasperata dai suoi comportamenti. Non si alleano per denaro ma per necessità, che poi ci sia anche del denaro tanto meglio. Ma il colpo di stato, se così possiamo definirlo, non riesce, e non riesce neanche la vendetta di Giacinto. Quello che ne viene fuori è qualcosa di imprevisto che inchioda per sempre i loro destini.
Non poteva esserci un interprete migliore per un film così. Nino Manfredi il più candido tra gli interpreti della commedia all'italiana, quello senza lati oscuri, il classico bravo ragazzo da sposare, si trasforma qui nella peggiore delle persone. Un cazzotto che stordisce il pubblico.
Molti i rimandi a Pasolini (Sergio Citti fu consulente ai dialoghi) e ai suoi emarginati romani. Qui però il discorso si evolve, perché dall'Accattone del 1960 al Giacinto del 1976 sono cambiate molte cose in Italia e in peggio. In Brutti, sporchi e cattivi non può più esserci lo (stesso) spazio (e tempo) per la poesia pasoliniana che vedeva il bello nel brutto, che ci esortava a provare sentimenti di rispetto e pietà per il povero. Qui ogni cosa è orrenda, ogni comportamento del povero sottoproletario è riprovevole e ne scatena altri a catena, sono pochi davvero i comportamenti civili e i buoni sentimenti negli adulti protagonisti.
Niente ci viene risparmiato, dall'incesto alla merda, dai bambini rinchiusi in una specie di asilo-prigione alle bambine a cui viene negata la loro età perché costrette a lavorare sin dall'alba. Il pessimismo di Scola e Ruggero Maccari però assume qui il tono dissacrante del grottesco che da una parte accentua ancor di più lo schifo, dall'altra però se ne allontana contribuendo a farci ridere spesso di gusto. Il risultato è che per un motivo o per un altro ci cattura o ci dà fastidio, sicuro è che non ci lascia indifferenti. Approccio, personaggi, situazioni non tanto lontani da quelli di John Waters. Come è facile immaginare arrivarono una miriade di critiche negative all'uscita del film, tutti a parlare male dei contenuti trascurando a tal fine anche gli eccellenti aspetti estetici. Tra i pochi a difenderlo in Italia ci fù Alberto Moravia. Un'altra rivincita il film se la prese a Cannes dove vinse il premio per la miglior regia.
Mille sarebbero le cose da dire sul film. Sarebbe interessante fare un parallelo con il film di Bunuel Los Olvidados. Si dovrebbe scrivere qualcosa sulla scena dell'arrivo del venditore ambulante Cesaretto (Aristide Piersanti). Perché in una inquadratura di quella sequenza subito dopo che Giacinto fa cadere la sedia (è un imbranato per tutto il film) cade anche un tizzone da un barile?
Doveroso segnalare infine (non mi sarei perdonato mai una dimenticanza simile) la piccola parte del grande Ennio Antonelli che qui interpreta un oste direttore di un coro (da osteria) che si allena in vista della sagra di Ariccia (mica cazzi).
https://www.facebook.com/klub99italia

3 commenti

Luciano ha detto...

Osservazioni molto interessanti e in effeti sarebbe molto stimolante "mettere" in parallelo i tre film che hai citato (Accattone, questo e Los Olvidados). Post notevole che apre la mente a nuove sensazioni^^

Michela ha detto...

DVD disponibile su: http://www.cghv.it/f6535/BRUTTI-SPORCHI-E-CATTIVI

Roberto Fusco Junior ha detto...

lavori per la Cecchi Gori Home video?