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Accattone di Pier Paolo Pasolini

Nel periodo del boom economico e della commedia all'italiana non tutti percepivano al benessere. Vittorio Cataldi detto Accattone è un miserabile che la crescita economica non sfiora neanche. Vive nell'estrema periferia romana, sta tutto il giorno al bar a fare lo spaccone con scommesse e aneddoti, la sera prostituisce la sua compagna Maddalena. Non vuole lavorare, in vita sua di mestieri ne sa fare solo due, l'accattone e il pappone. Il primo lo ha abbandonato, non senza rimpianti, per intraprendere l'altro. Ha un figlio che non vede quasi mai, avuto dalla moglie Ascenta, che a stento lo riconosce quando lo va a trovare. Accattone vive la sua vita deprimente sospeso tra continue lamentele e sonore risate con gli amici più o meno nella sua stessa condizione. C'è la consapevolezza da parte sua che la vita è una fregatura, che bisogna lottare per far valere il proprio diritto, per non farsi mettere i piedi in testa dal prossimo. Mentre la sua donna viene arrestata (in cella con Elsa Morante) per falsa testimonianza, la comparsa nel quartiere di Stella, una nuova ragazza di cui si innamora, riaccende dopo un po' in lui il desiderio di cambiare vita, di rigare dritto una volta per tutte.
Accattone è imprigionato in un mondo che lo soffoca, che non gli dà possibilità di scegliersi un futuro decente. Quello che lo circonda è una realtà opprimente che lo spia e lo giudica.
Per il suo esordio dietro la macchina da presa Pier Paolo Pasolini prende spunto dalla lezione neorealista e la attualizza. Il protaginista è seguito continuamente dalla cinepresa, anche nei momenti morti, di anticlimax. Anche quando avviene qualcosa la regia non la valorizza con un cambio di ritmo. Il tempo scorre sempre allo stesso modo, accada quel che accada, perché quello che lo scorrere del tempo esalta è la manifestazione del nulla. Un nulla che riempie le giornate e le teste dei borgatari annientandoli, schiacciandoli contro il muro dell'inevitabile.

Accattone - Franco Citti
Maddalena - Silvana Corsini
Stella - Franca Pasut
Ascenta - Paola Guidi
Amore - Adriana Asti
Salvatore - Umberto Bevilacqua
Nannina - Adele Cambria
Peppe il folle - Giuseppe Ristagno
Memmoletto - Leonardo Muraglia
Il moicano - Luciano Conti
Piede d'oro - Luciano Monini
Il tedesco - Roberto Giovannoni
Balilla - Mario Cipriani
Cartagine - Roberto Scaringella
Pio - Piero Morgia
Prodotto da Alfredo Bini
Sceneggiatura - Pier Paolo Pasolini con la collaborazione di Sergio Citti
Fotografia - Tonino Delli Colli
Scenografie - Flavio Mogherini
Arredatore - Gino Lazzari
Musiche - Johann Sebastian Bach
Montaggio - Nino Baragli
Aiuto regia - Bernardo Bertolucci
Assistente alla regia - Leopoldo Savona

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