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Hiruko the goblin di Shinya Tsukamoto

Masao, all'inizio, non aveva capito ancora qual'era il suo destino. Eppure qualche segnale premonitore si era già affacciato sulla sua vita: la dolorosa comparsa della prima di molte facce che si sarebbero scolpite bruciando sulla sua schiena. Uno spirito antichissimo era stato liberato da suo padre Yabé, un famoso archeologo, e presto, molto preso, sarebbe toccato a lui, Masao, in quanto prescelto, porre rimedio agli errori del padre. Dovrà superare certi pregiudizi riappacificandosi con Hieda, un parente, anch'egli archeologo, radiato perché convinto dell'esistenza degli spiriti maligni. Dovrà sconfiggere la paura per affrontare un mostro aracnomorfo che stacca le teste delle persone che ha più care, Reiko la ragazza di cui è innamorato e che preferisce la compagnia del padre, Aoi, Katagiri e Kono suoi compagni di scuola. Fatto questo accetterà il suo destino sconfiggendo il nemico che ha la sua base, il tumulo che solo due formule magiche possono aprire e richiudere, al centro della sua scuola ora deserta per via delle vacanze estive.
Shinya Tsukamoto dopo il folgorante Tetsuo: the iron man torna a parlare di mutazioni ma in modo meno violento. Niente più fusione tra carne e metallo, con Hiruko: the goblin realizza infatti una pellicola commerciale, sicuramente più vendibile, in cui le mutazioni sono meno estreme. Anche il montaggio si calma evitando il continuo spezzettamento. Sostanzialmente sono gli stessi personaggi ad essere diversi. In Tetsuo quello che sembrava un perseguitato (Tomoroh Taguchi) si rivela per essere un pervertito che investe un ragazzo e invece di soccorrerlo ci copula davanti. Vittima e carnefice, perseguitato e persecutore diventano concetti ambigui. In Hiruko invece c'è un ragazzo puro destinato a grandi cose, e un guardiano che inizialmente viene ritenuto il responsabile delle sparizioni/morti di Kono, Aoi e Katagiri. Le differenze tra i due film, tra lo Tsukamoto trita budella e quello commerciale, continuano fino al finale: tanto era pessimista e aperto il primo, con il protagonista che completa la sua trasformazione fondendosi con il suo nemico, quanto è ben augurante questo in cui tutto torna alla normalità, e le scure piaghe scultoree sulla schiena di Masao spariscono. Insomma, un film più convenzionale scritto però benissimo, con almeno tre salti dalla sedia garantiti, ben diretto dal giovane regista e dalle mirabolanti soggettive del mostro, che devono molto a Evil Dead.
Con i soldi guadagnati con questo film girerà l'anno dopo Tetsuo 2: the body hammer.
Insomma Hiruko: the goblin è una marchetta.
Ce ne fossero di marchette così...


Sceneggiatura (tratta da un fumetto giapponese) - Daijro Morohoshi, Shinya Tsukamoto
Fotografia - Masahiro Kishimoto
Special makeup effects - Etsuko Egawa
Specail creature effects - Takashi Oda
Montaggio - Yoshitami Kuroiwa, Shinya Tsukamoto
Musiche - Tatsushi Umegaki

Masao - Masaki Kudou
Reiko - Megumi Ueno
Prof. Takashi Yabé - Naoto Takenaka
Hieda - Kenji Sawada
Watanabé, il custode della scuola - Hideo Murota


4 commenti

Christian ha detto...

L'ho visto secoli fa a un Dylan Dog Horror Fest (!) e mi aveva divertito parecchio, anche se come dici anche tu si vede che è una pellicola più commerciale e meno "sentita" dall'autore.
Ciao!

Anonimo ha detto...

Ciao puoi partecipare anche a questo concorso ?

http://www.filmissimo.it/ipod-shuffle-in-regalo.html

Se lo fai puoi dire che ti ha invitato il sito di Martina ?

Grazie ;)

Luciano ha detto...

Un film gradevole di un regista che apprezzo molto. Mi piacciono quasi tutti in suoi film e in particolare Vital, A Snake of June, Gemini.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Christian, meno sentita eppure efficace. Cavolo se lo è!
Martina, passo appena posso.
Luciano, con me sfondi una porta aperta. Di lui apprezzerei pure la regia di uno spot sui gabinetti chimi Vital e Gemini sono due figate!