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Tetsuo di Shinya Tsukamoto

La mostra del cinema di Roma ha presentato l’anno scorso il suo ultimo film Nightmare Detective (di cui è in fase di post produzione il sequel), nell'attesa di vederlo e recensirlo mi sembra giusto parlare del suo primo lungometraggio Tetsuo. Dimenticate il bene e il male come concetti ben definiti e ben separati. Perché questo film ne annienta il confine. Qui male e bene non si sa dove cercarli. La storia ci inganna più volte. Quello che vediamo non è un perseguitato ma un colpevole e quando lo scopriamo è troppo tardi: il vortice che prima girava piano inizia ad andare sempre più veloce e ci lascia immobili ad assistere allo scontro-fusione finale che preannuncia uno dei finali più pessimisti che io ricordi. I due personaggi maschili principali (Tomoroh Taguchi nel ruolo del perseguitato e Shinya Tsukamoto nel ruolo del feticista del metallo) sono due facce di una natura umana disumanizzata. È il genere umano stesso che si vuole condannare per la sua piccolezza e le sue falsità. La rinascita qui è vista come un qualcosa che invece di purificare finisce di corrompere. Non crea ma distrugge. Con Tetsuo (1989) Shinya Tsukamoto (classe '60) stupisce il mondo con questo prodotto di un'ora e dieci minuti. Ricco di invenzioni visive e di tecniche differenti come nel caso della stop motion presente in parecchie sequenze, molto debitore con il mondo dei fumetti, dei videoclip, di Lynch, dell’underground, del cyberpunk. Tetsuo è un film che se hai la depressione ti annienta. Tutto nel film è studiato per metterci a disagio: le musiche (di Chu Ishikawa) e il montaggio (dello stesso Tsukamoto) da cardiopalma, la fotografia (Kei Fujiwara e Tsukamoto) in bianco e nero e le scenografie, ancora di Tsukamoto. Non ci troviamo di fronte a un horror standard: Tetsuo usa l'horror come pretesto per narrare l'uomo e le sue bassezze.
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4 commenti

chimy ha detto...

Un cult assoluto... un film che merita plurime visioni per essere compreso fino in fondo.
La prima opera di un grande regista.
Ciao, a presto (attendo altre rece su Tsukamoto..)

Luciano ha detto...

Che film. Eccezionale. Da rivedere e rivedere. La prima volta che lo vidi non mi piacque (mi vergogno ad ammetterlo). Il mio preferito di Tsukamoto è Vital.

Roberto ha detto...

Chimy, su Tsukamoto se ne parlerà ancora, è una promessa!
Luciano, di Tsukamoto adoro tutto e piano piano scriverò tutto. Vital è meraviglioso.

Zonekiller ha detto...

ok mitico interlink!