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Doppia immagine nello spazio di Robert Parrish

In Inghilterra lo scienziato John Kane (Ian Hendy) scopre un nuovo pianeta nel nostro sistema solare. Il mondo è rimasto invisibile a noi per tutto questo tempo perché viaggia sulla stessa orbita della Terra, alla stessa velocità e in posizione speculare rispetto al nostro pianeta. Praticamente c’è sempre il sole tra di noi a coprire l’altro.
Jason Webb (Patrick Wymark), a capo del consiglio europeo per le esplorazioni spaziali (L’Eurosec), decide di organizzare un’esplorazione del pianeta ma nessuno in Europa e in America è disposto a finanziare il viaggio. Del pianeta sono a conoscenza anche altri scienziati esterni all’Eurosec, scienziati spia disposti a qualsiasi cosa pur di ottenere informazioni importanti come il Dottor Hassler (Herbert Lom).
Web fregandosene di tutto chiama Glenn Ross (Roy Thinnes), un esperto astronauta americano (è stato due volte su Marte), e convince Kane a partire insieme a lui per l’esplorazione del nuovo mondo.
La navicella giunge a destinazione rispettando i tempi previsti, durante l’atterraggio purtroppo Kane rimane in fin di vita. Sin da subito però qualcosa inizia a non quadrare nella mente di Ross. Web continua a ripetergli che non è possibile che siano tornati così presto, l’americano continua a rispondergli che non sono tornati ma arrivati. Web vuole vederci chiaro usando modi bruschi quasi da gestapo, Ross stenterà a riconoscere sua moglie Sharon (Lynn Loring), si accorge che le scritte, gli orologi e altri oggetti sono al contrario e che per vederli secondo la visione “classica” deve metterli davanti a uno specchio. In poche parole scoprirà un mondo letteralmente alla rovescia. Insomma, dov’è finito Ross? Riuscirà a vederci chiaro?

Doppia immagine nello spazio (Doppelgänger) da una parte è debitrice della fantascienza del decennio precedente, dall’altra non poteva non lasciarsi influenzare dal film spartiacque della nuova fantascienza, vale a dire 2001 odissea nello spazio.
All’inizio del film diretto da Robert Parrish c’è la solita scoperta astronomica sensazionale, l’evento dal cielo che potrebbe cambiarci la vita. Poi c’è il classico consiglio di rappresentati di Stati diversi già visti in pellicole come Ultimatum alla Terra o Quando i mondi si scontrano. Ma soprattutto c’è lo scetticismo: il protagonista non viene mai creduto, la sua teoria è troppo audace, e in più si convince che le persone con le quali sta parlando non siano veramente quelle persone. E qui i rimandi a Gli invasori spaziali o L’invasione degli ultracorpi sono immediati
Questo, sommariamente, per quanto riguarda gli elementi provenienti dagli anni ’50, ma come dicevamo dopo 2001, chi più chi meno, tutti i film di fantascienza hanno provato a filosofeggiare, a immaginare mondi cervellotici, e itinerari spaziali psichedelici con il solo scopo di far viaggiare la nostra mente.
E questo film, messe le dovute distanze dall’inarrivabile capolavoro di Kubrick, ci riesce ad affascinare con la sua teoria neanche troppo complicata a dirla tutta. Un classico da riscoprire per chi ama l’impegnata fantascienza sotto trip.


Altri personaggi e interpreti:

David Poulson – Ed Bishop
Mark Neuman – George Sewell
Lisa Hartmann – Loni von Friedl
Paul Landi – Franco De Rosa

Sceneggiatura – Gerry Anderson, Sylvia Anderson, Donald James
Fotografia - John Read
Scenografie – Bob Bell
Effetti speciali – Norman Foster, Tony Dunsterville
Effetti visivi – Derek Meddings, Harry Oakes
Montaggio – Len Walter
Musiche – Barry Gray

2 commenti

Luciano ha detto...

Questo lo vidi diversi anni fa in tv e ricordo che mi piacque molto.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Un film niente male, effettivamente. La fantascienza è una malattia che spesso non mi fa riconoscere cagate spaventose, ma in questo caso non credo di sbagliarmi.