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Ultimatum alla Terra (The day the Earth stood still) di Robert Wise

Con Ultimatum alla Terra ci troviamo di fronte a una pellicola fortemente antibellica, decisamente controcorrente, che analizzando la situazione politica terrestre dà la sua provocatoria soluzione al problema delle sempre più frequenti sperimentazioni atomiche. L'alieno Klaatu (Michael Rennie) scende con il suo disco volante insieme al robot Gort (Lock Martin) per avvertirci che la nostra cattiveria, il nostro risolvere le situazioni con la violenza, le nostre ricerche in campo atomico per scopi di guerra non solo rappresentano una minaccia per noi ma anche per gli altri pianeti. Se gli uomini combattono tra di loro è facile presumere che combatterebbero anche con i vicini di pianeta se questo gli fosse possibile. La missione di Klaatu è di portare la pace nel mondo, di porre fine per sempre alle guerre. Se questa missione fallisce perché gli umani insistono nella sperimentazione nucleare a scopo bellico verranno presi altri provvedimenti questa volta distruttivi. Che vuol dire applicare sostanzialmente la legge biblica dell'occhio per occhio dente per dente.
Il suo intento rimane comunque essenzialmente pacifico. Le forze armate hanno qui un importanza fondamentale nel ribadire il concetto che l'uomo è per natura violento. Sono i militari a ferire il visitatore alieno all'inizio del film, e sono sempre i militari ad ucciderlo alla fine. Il film, ricordiamolo, è stato girato da Robert Wise nel 1951. Le ferite della seconda guerra mondiale sono ancora fresche, la guerra fredda è quanto mai accesa e viene ricordata nel film dalla battuta che una signora che vive nella pensione dove si nasconde Klaatu dice: -Per me quello non viene da un altro pianeta, ma da questo. E sappiamo benissimo da quale posto-. Il mondo politico, direttamente responsabile della psicosi della guerra fredda e della proliferazione nucleare, è raffigurato come ottuso e individualista. Chi si dimostra amico di Klaatu è il professor Bernard (Sam Jaffe), uno scienziato famoso, e il piccolo Bobby (Bill Gray) che vive con la madre Helen (Patricia Neal) nella stessa pensione dove si è rifugiato dopo essere scappato dall'ospedale. È chiaro che si ripone molta più fiducia nella etica della scienza e nell'innocenza dell'infanzia piuttosto che nella politica.
Questa scena fondamentale spero tanto di ritrovarla nel remake di prossima uscita: l'alieno Klaatu (Michael Rennie, a destra del fotogramma) spiega al professor Bernard (Sam Jaffe) una formula matematica che non riesce a risolvere.

Curiosi sono i riferimenti con Gesù Cristo. Innanzitutto nella scelta del nome che l'alieno utilizza per nascondersi tra gli umani, Carpenter, cioè falegname, poi per la scena in cui resuscita verso la fine del film per pronunciare finalmente il suo discorso di avvertimento ai popoli della Terra (meeting organizzato dal professor Bernard e non dai politici).
A contribuire alla buona riuscita del film anche le ottime musiche di Bernard Hermmann che qui utilizza il theremin uno strumento elettronico che con il suo caratteristico suono diverrà tipico del genere fantascientifico per tutto il suo periodo d'oro. Il theremin verrà improvvisamente accantonato per essere riutilizzato dopo molti anni da Tim Burton oltre che nel già citato Mars Attacks! anche nel suo film precedente Ed Wood (1994). In tutti e due i casi si tratta di una scelta azzeccata perché in sintonia con il clima retrò che nei film si respira.
Ad interpretare il fidanzato di Helen che spiffererà tutto all'esercito su dove si trova l'alieno debutta Hugh Marlowe che ritroveremo anche in altre pellicole di fantascienza.
Infine non si può non accennare anche all'omaggio che il regista Sam Raimi fa alla pellicola nel suo L'armata delle tenebre (1992) dove il comando per Gort "Klaatu Barada Nikto" utilizzato da Helen per far resuscitare lo spaziale, diventa la formula che Ash deve recitare una volta trovato il mitico Necronomicon.

7 commenti

Weltall ha detto...

Film straordinario a tutt'oggi attualissimo!
Forse, proprio per questo motivo, il remake di prossima uscita non mi convince molto. Staremo a vedere ^__^

Roberto Fusco Junior ha detto...

Sono telmente preoccupato per questo remake che non so ancora se andrò avederlo, pensa tu...

Chiara ha detto...

A me non interessava il film in uscita ma ora, leggendo quello passato dalla tua recensione, sono invece curiosa. Forse, se il tempo lo permette, cerco il film originale che tu hai recensito così precisamente che ora mi hai messo troppa curiosità.
A presto.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Chiara, il film di Wise va visto. Tutti i film di Wise andrebbero visti. Tra i classici della fantascienza anni '50 Ultimatum alla Terra è tra i migliori in assoluto. Recuperalo. Il DVD che ho è distribuito dalla Twentieth Century Fox e (inspiegabilmente) ha il divieto ai minori di 14 anni. Sarebbe da scriverci un post su questa cosa. Non lo avevo notato prima...
Va beh... cerca di recuperare l'originale prima di vedere il remake.
A presto!

Luciano ha detto...

Una pietra miliare del cinema di fantascienza. Un capolavoro. Amo la fantascienza, anche quella di bassa lega e probabilmente vedrò ugualmente il remake. Spero piuttosto che valga almeno un centesimo dell'originale. Ottima recensione.

chimy ha detto...

Io il remake al 99% lo salto... questo era un grandissimo film, di un regista immenso che purtroppo oggi in pochi si ricordano.

Un saluto

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, ancora non ho deciso se andrò a vederlo o meno. Nel caso decida di andare spero come te che non sia troppo una delusione. Ma come si può competere con un classico tra i classici? Grazie!
Chimy, come dicevo a Luciano mi sa che lo salto anch'io. Robert Wise è un grandissimo regista effettivamente poco conosciuto. Prima o poi se ne parlerà ancora da queste parti.
La Iena, Andromeda, West Side Story, Tutti insieme appassionatamente, Lassù qualcuno mi ama, Gli invasati. Solo per citarne alcuni. Sì, è un regista che va visto.