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I quarant'anni di 2001: odissea nello spazio

Esattamente quaranta anni fa a New York si proiettava per la prima volta 2001: odissea nello spazio, il film di Stanley Kubrick che ha cambiato per sempre la fantascienza cinematografica.
Era il 4 aprile 1968. Il film dopo quaranta anni, beato lui, portati benissimo, riesce ancora ad affascinare con le sue infinite chiavi di lettura, e quel finale enigmatico, aperto, polisemico, trionfale, mastodontico, strano. Alla sua uscita, la critica, anche la più autorevole, non lo accolse bene. Pauline Kael, una dei più importanti critici americani così lo bollò: «il massimo film amatoriale».
La lavorazione, come molti sanno, fu lunga e travagliata. Nel 1964 il regista incontra Arthur C. Clarke e decidono di fare qualcosa insieme. Lo scrittore si chiude in un albergo di New York e inizia a scrivere basandosi soprattutto sul suo precedente racconto La sentinella e su alcune direttive di Kubrick, il quale nel frattempo si occupa delle ricerche e della preparazione del film. Il risultato del lavoro di Clarke non soddisfa però le esigenze dell’altro: troppi dialoghi, dice. Nel frattempo decide di trasferirsi con la sua famiglia, per sempre, in Inghilterra, dove il 29 dicembre 1965, finalmente ottenuta la sceneggiatura giusta, iniziano le riprese. La pellicola arriverà a costare 10,5 milioni di dollari. Il film, si diceva all’inizio, non ha ottenuto il successo che poi il tempo gli ha dato. Il pubblico che lo apprezzò da subito alla sua uscita fu quello dei giovani, i veri artefici/protagonisti della protesta e della controcultura che andava in quegli anni affermandosi sempre di più. Furono loro per primi ad apprezzare che 2001: odissea nello spazio è, anche, un viaggio nella nostra psiche.
Vincent Lobrutto, biografo di Stanley Kubrick, giura a tal proposito che nelle sale dove si proiettava 2001 odissea nello spazio si respirava sempre un fortissimo odore di marijuana.

8 commenti

mario ha detto...

complimenti. hai fatto la storia di un pezzo di storia del cinema. capolavoro indiscutibile, che, tuttavia, mi ha lasciato con molti interrogativi aperti.

alicesu ha detto...

La cosa che più mi sorprende è che io non l'ho mai visto.
O, meglio, l'ho visto circa dieci anni fa, quando avevo 15 anni, e quindi non vale.
Devo recuperare.

chimy ha detto...

Post interessantissimo, anche perchè parlavi del mio film preferito in assoluto: per me il più grande di sempre...

Gian ha detto...

Io l'ho visto due volte, ma nella sua infinita perfezione non sono mai riuscito ad entrarvici completamente.
Ha un ritmo strano, che pulsa con un tempo viscerale e aritmetico, e alla fine non è mai riuscito ad emozionarmi come forse avrebbe dovuto.

Ma sono anche del parere che certi film andrebbero rivisti a distanza di anni, quando si matura dentro un senso critico differente.
Quindi dovrei farlo, per la terza volta; dovrei aprire meglio gli occhi emotivi e forse ne capirei il senso. Forse.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Mario, questo film DEVE lasciare molti interrogativi.
Alice, se ti capita vedilo, è un trip.
Chimy, è un film che si può solo amare, uno dei più belli di sempre.
Gian, non sperare di capirlo, nessuno lo ha capito. Neanche Kubrick ha spiegato bene i suoi significati. Ogni interpretazione del film va bene e allo stesso tempo è sbagliata o meglio riduttiva. Rivederlo dopo molti anni te lo farà vedere sicuramente con un ottica diversa.

Luciano ha detto...

Definire 2001 significa rinunciare al suo mistero che è la prerogativa del film. Kubrick "inserisce" nel film il monolite come un alieno non potendo la mente umana "imamginare" un alieno non verosimile ma reale, ossia inserisce il mistero del film, la sua dissolvenza materializzata in tre dimensioni. Per me n° 1 Sci-fi di tutti i tempi e tra i primi film di sempre. Un bellissimo post. Complimenti.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, d'accordo con te al cento per cento. Non si può definire questo film. Grazie.

Ilaria Tatò ha detto...

Ecco uno di quei film ad essere riusciti ad entrare nella storia! Semplicemente epico!
Bacione
Ilaria Tatò