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Pa-ra-da di Marco Pontecorvo

Pa-ra-da, esordio come regista di lungometraggi per Marco Pontecorvo, è un film corale che racconta di come il clown franco-algerino Miloud è riuscito a salvare da una vita impossibile centinaia di ragazzini rumeni subito dopo il periodo di Ceausescu. Bambini che vivono nella miseria più totale, costretti a vivere nel sottosuolo di Bucarest come topi, costretti alla prostituzione, ai furti e drogati fino al midollo. Giovani che vivono come animali, senza un futuro, salvo qualche eccezione senza un mondo adulto pronto a venire in loro soccorso, senza il benché minimo rispetto per loro stessi.
Miloud (Jalil Lespert) è una mina vagante che prende a cuore il problema dei «boskettari», li tira fuori dai guai lottando contro la burocrazia, la delinquenza adulta che li sfrutta, e contro i ragazzini stessi diffidenti, bruciati, poco reattivi, non curanti che è della loro vita che si sta parlando.
Aiutato da alcuni assistenti sociali, Miloud fonda un circo itinerante e un’associazione, oggi famosi in tutto il mondo, che dalla fine degli anni ’90 hanno salvato da una sicura vita di strada tantissimi ragazzini come Alina, Tea e Cristi.
Il tutto è raccontato bel calibrando partecipazione emotiva e distacco (primissimi piani e campi lunghi), senza utilizzare retorica (dando per esempio ai personaggi interpretati dai ragazzini/attori un nome diverso da quello loro) o facili clichè narrativi (nel raccontare gli aspetti più truci). Nonostante uno stile documentaristico, è lampante che c’è più fiction che documentario, più sceneggiatura (scritta con Roberto Tiraboschi) che improvvisazione. Camminando su questo filo del rasoio, Marco Pontecorvo, in fondo ci vuol e ricordare che le storie a lieto fine possono esistere quando c’è di mezzo l’impegno civile, la forza di volontà, la risata e soprattutto la partecipazione.
A pensarci bene poi, la storia di questa piccola comunità che ne aiuta un’altra non poteva che essere raccontata dal cinema, cioè da un’altra comunità. Cinema che sempre più raramente decide di realizzare un film per uno scopo sociale, come veicolo di idee e messaggi. Pellicole come questa ne dovrebbero uscire quattro al mese come minimo. Questa è stata distribuita nel territorio italiano in poco più di cinquanta copie.

6 commenti

Blue Rose ha detto...

Ciao Roberto!
Non sapevo nulla di questo lungometraggio... un po' perché mi interesso molto meno delle cose che mi piacevano (e piacciono), e un po' credo per i motivi che dici tu (50 copie!).
Purtroppo il cinema italiano...io lo considero praticamente morto... le cose buone, quando ci sono, vengono ignorate, come in questo caso...
Ma tu sei informatissimo come sempre, bravo, bravo.
Come va? Hai dei blog bellissimi, sai?
E che fine ha fatto il nick Robert Neville? Ho dimenticato di dirlo prima, ma mi piaceva tantissimo. :) Un giorno magari mi spieghi come nasce questo nuovo... Ciao!

Luciano ha detto...

Vorrei vederlo, distribuzione permettendo. Un film che m'incuriosisce molto.

Fosco Del Nero ha detto...

Ciao!
Sono capitato per caso sul tuo blog... molto ricco, complimenti.
Ti va uno scambio link?
Anche io nel mio recensisco film.
Fammi sapere (magari da me, così leggo subito)! :)

Fosco Del Nero
www.foscodelnero.blogspot.com

Roberto Fusco Junior ha detto...

Blue rose, un film niente male. Una bella storia vera a lieto fine che andava raccontata. Peccato solo che sia stato distribuito così. A me va abbastanza bene, non mi lamento più di tanto. Sui blog bellissimi, beh, grazie. Robert Neville è rimasto imprigionato nell'altro blog. Ho provato a salvarlo giuro. Secondo me è voluto restare. Piaceva anche a me.
Scherzi a parte, non l'ho utilizzato più, come nick, perché mi sono detto: blog nuovo tutto nuovo e così ho deciso di firmare tutto con il mio nome. La fissa per i nomignoli mi è comunque rimasta. Infatti da qualche mese collaboro con il sito Splattercontainer dove firmo i miei articoli come Zardoz. Inoltre scrivo quando capita su Il muro del pianto, blog collettivo dove si parla di problemi legati alla distribuzione e quant'altro. Lì mi firmo Leonardhap.
Trovi i link a entrambi da qualche parte a destra.
Questo nuovo blog sul cinema, molto brevemente, nasce perché mi ero stufato di Tiscali. Tempo rinnovarono la piattaforma veramente a cazzo di cane e allora ho colto l'occasione per andarmene. I blog di Tiscali tutt'ora non sono indicizzati da Google come da nessun altro motore di ricerca, dunque sono inutili. Contenti loro.
Anche tu sei partita da lì e te ne sei andata. Anche MikyDepp si è trasferito su Splinder. Chi ci rimane ancora secondo me è pazzo.
Luciano, un film da vedere. E che dovrebbe piacerti. In Abruzzo, la mia regione, una sola copia, per fortuna nella mia città (L'Aquila).

Mario Scafidi ha detto...

avevo il pregiudizio che si sarebbe trattato di una cagatella. buono a sapersi.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Tutto è tranne che una cagatella, vai tranquillo!