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Affliction di Paul Schrader

Tra i film che ti lasciano un senso di vuoto quasi indelebile, Affliction (1997) - scritto e diretto dal grande maestro del genere Paul Schrader - è senza dubbio, almeno per chi vi scrive, tra i più riusciti. Wade Whitehouse (Nick Nolte) è quello che è. Una persona con grossi problemi di autocontrollo, quasi perennemente instabile se non fosse per pochi momenti di quiete che solo Margie (Sissy Spaceck) pare riuscire a portargli. Wade è quello che è forse perché ha avuto un’infanzia problematica, con un padre violento (James Coburn) che - ad esempio - costringeva lui e suo fratello Rolfe, per farli diventare uomini veri, a fare l’impensabile. Dico forse perché Rolfe (Willem Dafoe) è venuto su diverso, con un temperamento decisamente più mite, magari per il fatto che vive in un'altra città. Nonostante tutto Wade ha una vita sociale - più o meno - come gli altri, un lavoro come poliziotto, una ex moglie, Lilian (Mery Beth Hurt), e una figlia asociale, Jill (Brigit Tierney).


Wade, comunque per carattere, nella vita ha accumulato esperienze negative, verrebbe da dire solo quelle, che dentro di lui si agitano nel tentativo di trovare una via di fuga. Una serie di eventi lo porterà a prendere, una volta per tutte, coscienza del fatto che è quello che è: un perdente e un disadattato. E il perdente Wade, quando prende coscienza di sé, accetta di precipitare nel baratro che il suo ruolo impone, e il fatto che ciò significa uscire per sempre di scena. Lui con questo mondo non va proprio d’accordo.

Da brividi l’interpretazione di Nick Nolte (anche produttore esecutivo della pellicola), molto probabilmente la migliore della sua carriera.
Oscar a James Coburn come miglior attore non protagonista.

Fotografia – Paul Sarossy
Scenografie – Anne Pritchard, Michael Beaudet
Costumi – François Laplante
Montaggio – Jay Rabinowitz (collaboratore abituale di Jim Jarmusch ha lavorato anche in Io non sono qui)
Musiche – Michael Brook

7 commenti

Ale55andra ha detto...

Ammetto che non lo conoscevo, però il tuo post e il cast di tutto rispetto mi invogliano al recupero.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Vedilo. Deprimente. Molto deprimente ma vale la pena.

Mario Scafidi ha detto...

ma dici davvero? a me ha rotto i coglioni come pochi altri film nella storia!

Luciano ha detto...

Questo film non l'ho ancora visto.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Mario, dico sul serio! Dici che a te ha rotto i coglioni, in un certo senso t'invidio.
Luciano, procuratelo che sono curioso di sapere che ne pensi. Essere entusiasta per un film che deprime è strano però adesso che ci penso...

Gegio ha detto...

L'ho visto una sola volta, poi ho tentato di registrarlo per una seconda visione, ma il timer era sballato. Ora aspetto...
Ricordo però che Nolte mi stava sempre più convincendo: prima è venuto Cape Fear, per ultimo Addio al re.
Un film strano comunque, per il quale non diresti mai che Nolte, come protagonista, è stato candidato all'Oscar...
http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/

Roberto Fusco Junior ha detto...

Il film è piuttosto strano e malato. Ma l'interpretazione di Nolte fa paura, certi suoi cambi di espressione mettono i brividi. Un film che può rompere le palle. Vedi il commento di Mario. Per me affascinante.