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Horror in Bowery Street di Jim Muro

In quella fogna di New York sopravvivere è un vero inferno, soprattutto se sei un barbone come i fratelli Fred (Mike Lackey) e Kevin (Mark Sferrazza). I due vivono con altri clochard in uno sfasciacarrozze gestito da Frank Schnizer (Pat Ryan), un ciccione intollerante con loro che ci prova notte e giorno con la segretaria Wendy (Jane Arakawa). I barboni litigano per un tozzo di pane, per una bevutina gratis, si rubano pochi dollari, lavano i vetri delle automobili ai semafori, chiedono l’elemosina e sono capitanati da Bronson (Vic Noto) un violentissimo ex soldato in Vietnam tormentato da atroci incubi.
Questa comunità, che fa ribrezzo ai “normali” newyorchesi, frequenta il negozio di Ed (M. D’Jango Krunch), un tipo che pur di non vederseli troppo nella bottega gli vende a un dollaro un liquore che ha trovato nel retrobottega. Beh, questo liquore, chiamato Viper, bevuto un paio di sorsi provoca in pochi secondi la liquefazione del corpo, solo che Ed non lo sa. Mentre i primi barboni si sciolgono tra mille colori e atroci dolori, Bill (Bill Chepil), un poliziotto tutto muscoli e maniere forti, inizia ad indagare su Bronson e decide di sfidarlo.
Folle pellicola di fine anni ’80, Horror in Bowery Street (Street trash), opera unica come regista di Jim Muro, è un ottimo gore-splatter movie esagerato e a basso costo alla maniera dei più famosi La casa (girato in realtà a fine ‘70), Bad taste, e Basket case. Come in questi film non ci sono solo sangue a litri e mostri artigianali: c’è anche una buona regia, capace di raccontare con poco o niente, una fotografia ricca di riprese fluide (nel nostro caso in steadicam realizzate dal regista stesso), e un montaggio che sa quasi sempre quando tagliare. Rispetto agli esordi di Sam Raimi, Peter Jackson e Frank Henenlotter che saltano da un personaggio a un altro legati però sempre dalla stessa trama, in questa pellicola ci sono delle vere sottotrame (legate non solo alla vita quotidiana dei barboni) che fanno quasi dimenticare l’evento legato alle bottiglie di Viper. Le liquefazioni (o esplosioni) dei corpi a causa del liquore non sono poi così tante e occupano solo la parte iniziale e finale della pellicola, al centro ci sono queste sottotrame, spesso scollegate con la trama principale, ricche di trovate spesso genialmente gratuite e per questo censurate in Italia, come la scena in cui i barboni giocano a passarsi un pene (che il terribile Bronson ha appena tagliato a uno di loro) come se fosse una palla. Il poveretto corre e cerca di riprendersi quello che è suo, mentre gli altri se lo passano ridendo e tuffandosi come se fosse una normale partita di football tra amici, sporchi da fare schifo come se fossero delle scimmie (infatti anche per la forma che il pene ha, quel suo volteggiare in aria non può non ricordare l’osso di 2001: odissea nello spazio).

Non solo scene di vita da barboni, c’è anche la vicenda spassosa che vede protagonisti un ragazzo che lavora in un locale (James Lorinz) e il suo proprietario Nick Duran (Tony Darrow), un mafioso che non ha paura di niente e di nessuno, neanche del poliziotto Bill.
Si parla quindi di molte cose: di senza tetto, morte, sesso, guerra in Vietnam, mafia, necrofilia, follia, stupri di gruppo, mutazioni ed escoriazioni tossiche.
Girato nel quartiere Greenpoint di New York, Horror in Bowery Street è un film unico nel suo genere, estremo, volutamente disgustoso e simpaticamente irriverente, a tratti addirittura visionario, ed è l’unico diretto da Jim Muro divenuto dopo operatore steadicam di film come The Doors, Terminator 2: il giorno del giudizio, Point Break, JFK, Casinò, True Lies, Heat: la sfida, L.A. confidential, Titanic, Codice: Swordfish, Crash contatto fisico e X-Men 2 e 3.
Se non avesse preso questa strada magari adesso era lui il regista di Spiderman.

Sceneggiuatura - Roy Frumkes
Fotografia – David Sperling
Scenografie – Robert Marcucci, Denise Labelle, Tom Mulinelli
Special makeup effects – Jennifer Aspinall, Mike Lackey
Special makeup effects assistant – Scott Coulter, Dean Kartalas
Effetti speciali pirotecnici – Matt Vogel
Musiche – Rick Ulfik, Jack Bashkow
Montaggio – Dennis Werner

Note/curiosità:
-Ispiratore per questa pellicola, si legge nei titoli di coda, è I drink your blood (film inedito in Italia del 1970 di David Durston) che il regista vede a sei anni grazie ad una certa Anita.
-Bryan Singer ha ricoperto in questo film il ruolo di assistente alla produzione
-Lo sceneggiatore del film appare come attore nel ruolo dell’uomo d’affari colpito in faccia dal liquame corrosivo.
-Uno degli sponsor del film era una ditta che produceva snack e che ogni settimana ne mandava alla troupe una scatola. Ormai satolli di queste merendine, le utilizzarono per riempire il manichino di uno dei barboni che nel film muore.

10 commenti

Mr. Hamlin ha detto...

Mmmm... ho come l'impressione che salterò la visione di questo film... :-)

Non che non ami gli horror (anzi!), ma questo mi sembra un po' troppo folle per i miei gusti.

Comunque è stato interessante leggerne, anche perché finora ne ignoravo l'esistenza.

Zonekiller ha detto...

Da adolescente era uno dei miei horror preferiti...le scenografie sono nauseabonde ma accuratissime, tecnicamente il film è notevole, le liquefazioni coloratissime creano immagini degne di straordinari quadri malsani. Complimenti per la recensione..."I drink your blood" mi ha invece notevolmente deluso, certo che vederlo a sei anni deve essere un bel trip allucinogeno. Sapevo che il regista Muro aveva successivamente avuto una deriva religiosa e aveva rinnegato questo film...

Alicesu ha detto...

ih ih ih.
non vedo l'ora che emule faccia il suo lavoro.
ih ih ih

t3nshi ha detto...

Follia! Follia pura!
E per questo lo adoro :) Senza ombra di dubbio lo metto nella lista dei miei splatter preferiti!

Ciao,
Lorenzo

Roberto Fusco Junior ha detto...

Mr. Hamlin, a suo modo il film ha fatto scuola. Certo se non ami le stravaganze horror non ti consiglio di vederlo.
Zonekiller, I drink your blood non l'ho ancora visto. Non sapevo che Muro avesse rinnegato il film
Alice, questo lo amerai alla follia, altrimenti non sei più amica mia (così mi vengono)
T3nshi, come non darti ragione!

Luciano ha detto...

Questo mi manca e mi incuriosisce non poco. Dovrò recuperarlo. Grazie.

Roberto Fusco Junior ha detto...

È un film decisamente da recuperare!

Mr. Hamlin ha detto...

Adoro gli horror, anche un po' stravaganti.
Ma non quando "stroppiano" :-)

filippo ha detto...

Uno dei pezzi forti della mia collezione (angolo Horror-trash)!;)

Roberto Fusco Junior ha detto...

Mr. Hamlin, e dai e fallo un tentativo che magari ti piace...
Filippo, è anche uno dei miei, ma va? ^-^