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Codice: swordfish di Dominic Sena

Axel (Rudolf Martin) è un hacker che arrestato all’aeroporto viene ucciso nella sala degli interrogatori dell’FBI insieme al suo avvocato. Stanley (Hugh Jackman) è un altro hacker (ex in verità) che viene chiamato per rimpiazzare il primo.
I due sono stati ingaggiati da Gabriel, il solito pazzo terrorista (John Travolta) in combutta con un senatore americano (Sam Shepard) convinto sostenitore della difesa della libertà americana, il solito mitomane che si crede dio. Stanley inizialmente viene avvicinato da una bellissima donna (Halle Berry) che recita il classico ruolo della donna fatale e bugiarda. Lo scopo del terrorista è di svaligiare una banca usando l’hacker per trasferire i soldi rubati e tanta violenza per farsi dar retta dalla polizia federale. Gabriel odia i lieto fine, dice che Quel pomeriggio di un giorno da cani sarebbe stato perfetto se non fosse stato per il lieto fine, per la morte cioè del cattivo.
Codice Swordfish (Swordfish) è un action crime (diretto da Dominic Sena e sceneggiato da Skip Woods) come ce ne sono tanti. Molti attori di prim’ordine, una sceneggiatura tutta basata su inseguimenti, sparatorie, morti, cadaveri da identificare, tranelli, doppi giochi, bugie, colpi di scena e flashback. Ci sono i soliti cattivi contro i soliti buoni. Axel, che è il buono, accetta di lavorare per Gabriel perché ridotto in miseria (vive in una roulotte) e impossibilitato dal tribunale di vedere sua figlia piccola (Camryn Grimes). Gabriel è un patriota esaltato che pronuncia frasi un po’ alla Tyler Durden, piene di disprezzo e di filosofia. È circondato dai classici energumeni tra i quali spicca Vinnie Jones ed è ricercato dall’FBI (Don Cheadle, Zach Grenier). Come tanti action ben fatti, ma con lo stampino, ha il classico finale furbetto e la classica struttura a cerchio. Insomma carino ma niente più, perché quando c’è alla produzione Joel Silver non c’è mai da aspettarsi molto, solo un prodotto ben confezionato che non si sforza di sorprendere veramente.

Musiche – Christopher Young
Fotografia – Paul Cameron
Operatore di macchina - Jim Muro
Scenografie – Jeff Mann
Costumi (ridotti al minimo se non assenti per la Berry: gioia infinita…) – Ha Nguyen
Montaggio – Stephen Rivkin

9 commenti

filippo ha detto...

Me lo sono procurato, spinto dalle recensioni positive lette in giro. Finora sono riuscito solo a vedere i primi minuti e non mi sembrava niente male.
Quello che scrivi però mi lascia perplesso.
UNa volta visto ti farò sapere!

Roberto Fusco Junior ha detto...

Il film non è fatto male. Ben girato e tutto quello che ti pare. Solo che non aggiunge, almeno secondo me, niente di nuovo. Tutto qui.

Luciano ha detto...

Questo mi manca. Urge un recupero.

Anonimo ha detto...

Io direi na bella fetecchia...per me tranquillamente evitabile...
Ale55andra

Anonimo ha detto...

P.S.: Non so perchè ancora non c'eri tra i miei link preferiti, che stanno screscendo in maniera esponenziale...devo darmi na calmata!!
Ale55andra

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, se proprio devi... Io non te l'ho consigliato però!
Ale55andra, evitarlo addirittura! Scusa ma dove passa la Berry devo esserci anch'io. Ti vado ad aggiungere alla lista dei blog.

Anonimo ha detto...

Bè...si potrebbe dire la stessa cosa di quel gran figaccione di Jackman...e di quel patatone lesso di Travolta...però a volte certe cose non bastano...
Ale55andra

Roberto Fusco Junior ha detto...

Hai ragione, certe cose non bastano è che a volte mi illudo del contrario. E infatti ci rimango fregato. È un po' come il discorso delle aspettative

recenso - Recensioni à Go Go ha detto...

A me è piaciuto, certo non è un capolavoro ma quello che deve fare lo fa bene ed è perfetto per una serata col popcorn