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La casa degli zombi di Robert Voskanian

Rosalie (Rosalie Cole) è una ragazzina che riesce a far resuscitare i morti del cimitero vicino casa. Scopo di questa resurrezione vendicarsi della mamma morta in manicomio. Le vittime sono i vicini di casa (gli unici negli immediati paraggi), la sua famiglia e Alicianne (Laurel Barnett) la nuova tata. Come tutti i bambini, problematici o meno, Rosalie non vuole sentire ragioni. Nel suo cieco rancore è impossibile farla ragionare. Testarda, cocciuta, capricciosa, disobbediente Rosalie è accecata dalla sua infantile voglia di vendetta, peggio, dal fascino del lato oscuro.

La casa degli zombi (The child) è un film da riscoprire per almeno due-tre ragioni. La prima è l'aspetto visivo. Costretto da un budget risicato a fare di necessità virtù, Robert Voskanian (questo è il suo unico film) è spesso impegnato nella ricerca dell'inquadratura inusuale che descriva al meglio la spettralità del paesaggio costituito solamente da due case, un bosco, un cimitero e tanta nebbia. Il secondo motivo è uditivo. La musica atonale di Rob Wallace si adatta bene al clima di tensione che ha i tempi dilatati come in un sogno. Il terzo è per le due protagoniste. La niente affatto bambina innocente Rosalie posseduta da un soprannaturale demone del rancore e la candida Alicianne unica destinata a salvarsi dopo molti pericoli. Due personaggi già visti in storiche pellicole come Il villaggio dei dannati, L'esorcista, Non aprite quella porta, La notte dei morti viventi.

A scanso di equivoci: non stiamo parlando di un capolavoro, e i difetti si vedono. Ma sono più che altro dovuti ai pochi soldi a disposizione, vedi per esempio il makeup degli zombie. Voskanian da parte sua fa quello che può per nascondere le carenze della produzione anche in questo caso, decidendo, almeno all'inizio, di inquadrarli solo pochi istanti e in un certo modo. La casa degli zombi non è un horror dove le uccisioni sono in primo piano, qui regna più che altro un'atmosfera rarefatta dove le violenze avvengono più che altro fuori campo.

2 commenti

Tizyana - Azzurraa ha detto...

Spesso fanno più le atmosfere particolari e azzeccate che il mostrare di tutto e di più. Ottima segnalazione, una pellicola da riscoprire.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Per certi aspetti visivi (il luogo isolato e altre cose) ricorda il Non aprite quella porta di Hooper, fai un po' tu.