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Storia di fantasmi cinesi di Ching Siu Tung

Giovane puro di cuore squattrinato, impacciato, sfigato, timido, di mestiere esattore viene catapultato a causa di alcune circostanze in una storia di fantasmi, in una realtà straordinaria paurosa ma anche affascinante che lo trasforma in un eroe anomalo pronto a tutto per un po' di pelo fantasma. Ad aiutarlo, dopo qualche equivoco, un rispettatissimo anziano guerriero misantropo ma sottosotto dal cuore d'oro.

Un gran bel ritmo e una buona miscela di paura e ironia fanno di Storia di fantasmi cinesi un cult personale e, ma lo scopro solo anni dopo, planetario; uno di quei film visti in gioventù (grazie al solito a Ghezzi) che da tempo mi urgeva segnalare anche se adesso lo conoscono praticamente tutti. E per tutti intendo in particolare tutti quelli appassionati di cinema orientale, e del wuxia-pian dove protagonisti sono abilissimi lottatori spadaccini esperti di acrobazie spesso volanti. Storia di fantasmi cinesi (Sien nui yau wan) è il film che riesce nel tentativo di rilanciare il genere, seguitissimo in Cina, nel mondo. Merito di questa buona riuscita la regia di Ching Siu Tung, qui alla sua seconda prova dopo una gavetta come coreografo delle scene d'azione di molti film. Produce Tsui Hark il regista di film incredibili come The Blade e Time and Tide.

Storia di fantasmi cinesi è raccontato con dinamismo, senso estetico e coreografico come il genere impone e una buona dose di sana follia che regala momenti splatter, grotteschi e paurosi che si intervallano o si fondono ad altri statici, ironici e sentimentali. Quello che ci affascina a noi profani occidentali (veri destinatari dunque di questa pellicola) sono principalmente la storia e il suo racconto, gli ambienti e i personaggi che vi si muovono così diversi dai nostri canoni, ma solo a prima vista, perché dietro l'apparenza degli accadimenti straordinari, dei personaggi affascinanti dai nomi impronunciabili, dei luoghi meravigliosi mai visti prima, si nascondono in verità schemi narrrativi, archetipi e luoghi universali: gli equivalenti che possiamo ritrovare ad esempio nei nostri cavallereschi Orlando, Lancillotto e Don Quixote. Dunque si parla in fin dei conti ancora una volta della lotta del bene contro il male, della vita e della morte, di un viaggio di un eroe suo malgrado, argomenti davvero universali.

3 commenti

Einzige ha detto...

divertente, entusiasmante, e con quell'umorismo splastick che a Hong Kong ha avuto un sacco di seguito. come dici tu: un cult!

(prima visita su questo blog e non posso che fare tanti complimenti, c'è veramente di tutto!)

Christian ha detto...

Film mitico!
È anche uno dei miei cult personali! ^^

Roberto Fusco Junior ha detto...

Einzige, Quando l'ho visto la prima volta sono rimasto a bocca aperta. Grazie per la prima visita.
Christian, ne ero sicuro!