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Piccoli fuochi di Peter Del Monte

Tommaso (Dino Jaksic) è un bambino che, trascurato dai genitori borghesi (Carlotta Wittig, Mario Garriba), si è inventato tre amici immaginari (un re nano e sboccato, un drago piromane, un robot alieno) con cui passare le sue solitarie giornate. Finché non arriva Mara (Valeria Golino), la nuova tata , verso la quale si sente subito attratto. Per Tommaso è il momento di decidere: o i suoi amici o Mara.

Storia di formazione dai connotati sinistri, Piccoli fuochi fonde piuttosto bene, grazie alla sceneggiatura scritta dal regista Peter del Monte insieme a Giovanni Pascutto, il mondo di fantasia del piccolo protagonista con la realtà che lo circonda. Mara rappresenta la scoperta della realtà, della sessualità (si mostra con disinvoltura nuda davanti al bambino, fa sesso rumoroso con il suo ragazzo nella stanza affianco), ottimi motivi per dire addio al re, drago e alieno. L'attaccamento di Tommaso per la baby sitter, e il loro legame, si farà sempre più forte fino al punto che il bambino inizierà a vedere il suo ragazzo Franci (Ulisse Minervini) come un rivale da eliminare. Un briciolo di dubbio rimane fino alla fine, "Ha sognato quell'incedio o lo ha scatenato davvero?", anche se la risposta più razionale resta quella irrazionale, impensabile e inquietante. Così come c'è dell'assurdo nella reazione di Mara che prima fugge, disperata e spaventata, poi misteriosamente - dopo un'apparizione inaspettata- ritorna dal bambino. Forse anche questo fa parte delle fantasie di Tommaso e del suo bisogno di ribellarsi e crescere. Una sospensione che aumenta il fascino di questo film.

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