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Cella 211 di Daniel Monzón


Juan Oliver (Alberto Ammann) inizia l'indomani a lavorare come secondino in un carcere di quelli tosti. Per fare una buona impressione su colleghi e superiori si presenta con un giorno di anticipo sul posto. Sfortuna vuole che proprio in quegli attimi i detenuti, capitanati da Malamadre (Luis Tosar), inizino una rivolta. Per sopravvivere Juan fingerà di essere un detenuto appena arrivato.


Un collega all'inizio gli ricorda: -Non scordarti mai da che parte stai- ma per lui è diverso. Per Juan Oliver è necessario recitare il ruolo di detenuto se vuole tentare di sopravvivere. Poi tutta una serie di eventi (tragici e personali, pur riguardando una sfera collettiva e pubblica) gli fanno cambiare posizione, idee, coscienza, visione della vita, mentre le difficoltà per mantenere il suo segreto aumentano, rendendo sempre più sopsettosi alcuni detenuti ma non il loro leader Malamadre, anzi tra Juan e Malamadre c'è rispetto, l'inizio di un'amicizia, il che rende ancora più complicato i ruoli di entrambi, del capo carismatico e del'infiltrato suo malgrado. Ma oramai Juan è in gioco, e nel gioco perde parecchio, anzi tutto e rimasto senza niente, non avendo quindi null'altro da perdere, fa un salto coraggiosissimo, che aumenta ancora di più i legame tra i due rendendolo quasi indissolubile, nonostante le carte oramai scoperte e i ruoli quasi ribaltati.

Cella 211 (Celda 211) è un film assolutamente da vedere, teso e compatto, basti pensare alla scena della ricetrasmittente cercata da tutti i detenuti, ma che in fin dei conti parla di debolezze e di bassezze umane, di prese di coscienza sofferte e di come queste possono portare in un baleno a compiere scelte impensabili, dei veri e propri salti nel vuoto quando la vita non è più sentita e vista come una vita.

4 commenti

Absinto ha detto...

Me lo segno!

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

un gran film, potente, ricco di spunti di riflessione interessanti

malamadre poi è un grandissimo!

Christian ha detto...

Concordo: un gran "prison movie", teso fino alla fine. Da vedere!

Roberto Fusco Junior ha detto...

Absinto, vedilo!
Marco, effettivamente ricco di molti argomenti su cui discutere.
Christian, sono quasi tentato di andarlo a rivedere.