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Strade Perdute di David Lynch

A volte iniziare è terribilmente complicato, e quando si tratta di dover cominciare a parlare di un film di David Lynch la cosa è praticamente impossibile per una ragione semplice ed umana: non si sa da dove iniziare. Le Strade perdute sono quelle in cui finiamo noi. La logica e non logica delle sue storie, il sovrapporsi continuo di realtà diverse, spiazza a tal punto che alla fine la storia sparisce per lasciare il campo a cupe emozioni. In Strade perdute (Lost highway) un saxofonista di nome Fred (Bill Pulman), dopo aver ricevuto al citofono il messaggio -Dick Laurent è morto- e una serie di videocassette che lo spiano mentre dorme in casa insieme a sua moglie Renee (Patricia Arquette), viene arrestato con l'accusa di omicidio, ma "si trasforma" in carcere in Pete (Balthazar Getty) un meccanico la cui vita va a rotoli dal momento in cui inizia una relazione clandestina con Alice, sosia bionda di Renee, splendida donna di un gangster (Robert Loggia) che lui chiama Mr. Eddy mentre i poliziotti conoscono come Dick Laurent. Sia a Fred che a Pete appare (mi viene voglia di virgolettare l'ultima parola) un misterioso personaggio (Robert Blake), amico di Eddy/Laurent, amico di nessuno, con il dono dell'ubiquità, probabilmente il parto di una psiche malata, la chiave per capire qualcosa, o forse per perdersi definitivamente. Quattro doppi che -in quanto tali- si incrociano senza rendersi conto dell'esistenza dell'altro, della metà che li completa, parte di un raggiro architettato dall'oscuro imponderabile che si portano dentro. Strade perdute ci turba, anzi, solletica il nostro lato oscuro, ci inghiotte, ci fa sparire, ci fa dubitare di noi stessi quando ad esempio, dopo, ci guardiamo allo specchio, ci inganna allentando la tensione qua e là, e presto ci cattura definitivamente togliendoci poi un sonno tranquillo.

4 commenti

Christian ha detto...

Quando lo vidi, pensai che Lynch si divertiva a prendere per i fondelli gli spettatori. Dopo "Mulholland Drive", invece, cambiai idea e capii che ogni suo film ha una chiave di lettura. Dopo "Inland Empire", tornai alla mia prima opinione... ^^
Insomma, prima o poi me lo dovrò rivedere! ^^

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

grande lynch, da amare od odiare incondizionatamente. (e io naturalmente scelgo la prima opzione)

cult la scena della telefonata a casa

Roberto Fusco Junior ha detto...

Christian, fa anche questo effetto. In ogni modo spiazza.
Marco, non posso che essere d'accordo con te. Mi sconvolge troppo, mi annienta.
Come dice un vecchio proverbio "Chi ti vuol bene ti fa piangere, chi ti vuol male ti fa ridere"

arwenlynch ha detto...

Il miglior film di David Lynch in assoluto, ovviamente insieme a Mulholland Drive che è per la maggioranza della critica il suo massimo capolavoro, la prima volta che lo vidi restai spiazzata, ma risulta un capolavoro assoluto almeno per me ^^