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Mad Love (Amore folle) di Karl Freund

Il brillante chirurgo Gogol (Peter Lorre) è innamorato di Yvonne (Frances Drake) un'attrice di teatro felicemente sposata con il famoso pianista Stephen Orlac (Colin Clive). Ecco però che un incidente compromette la carriera del musicista: le sue mani infatti si maciullano a causa del deragliamento del treno sul quale viaggiava e solo il medico può fare qualcosa trapianandogli, a sua insaputa, le mani di un assassino lanciatore di coltelli (Edward Brophy) appena giustiziato sulla ghigliottina.


L'operazione chirurgica ha successo, anche se la riabilitazione è lunga e costosa. Durante queste giornate Orlac scopre, in due occasioni, che come perde le staffe le sue mani sfuggono al suo controllo cercando istintivamente qualcosa da lanciare: scaglia una penna contro un creditore e un coltello verso il patrigno che gli nega un prestito. Il musicista insospettito dagli accaduti chiede spiegazioni a Gogol il quale lo rassicura che rientra tutto nella convalescenza. Ben presto però il piano diabolico del medico sarà chiaro, il suo scopo infatti è quello di far impazzire il pianista per avere tutta per sé l'attrice.


Già portato sul grande schermo da Robert Wiene, la storia delle mani di Orlac trova in questa versione diretta da Karl Freund la sua migliore trasposizione. Per il regista si tratta in fin dei conti di un ritorno al tema già trattato ne La mummia dell'Amore folle che non vuole sentire ragioni superando ostacoli, si direbbe, insormontabili. Gogol, pazzo d'amore per la bella Yvonne, non si fa scrupoli a giocare sporco, scorretto, addirittura ad uccidere per poi convincere con la suggestione il rivale d'amore di essere lui il pazzo assassino.


Peter Lorre, appena giunto negli Stati Uniti, dà il meglio di sé apparendo nella prima parte della pellicola silenzioso, inespressivo, con un atteggiamento quasi passivo, rassegnato per l'amore non corrisposto, mentre nel finale ormai libero da ogni freno inibitore si mostra in tutta la sua agghiacciante follia. Un attore di razza come non ce ne sono più il quale aveva già interpretato un'altra sfumatura della follia nel celebre M Il mostro di Dusserdorf di Fritz Lang e che mostrerà il suo lato comico una trentina di anni dopo grazie a Roger Corman.


Mad Love, uscito in Italia come Amore folle contiene qualche tema cardine del genere horror.
Gogol è un uomo di scienza geniale e pazzo che applica le sue conoscienze, sfrutta la sua posizione, per creare un vero e proprio raggiro in nome (questa volta) di un amore non corrisposto. Importanza hanno le mani, quelle del chirurgo sono essenziali per salvare quelle del pianista trapiantandogli quelle di un lanciatore di coltelli assassino, anch'egli, per amore. Il tema del doppio è presente non solo nell'utilizzo dello specchio attraverso il quale le due personalità del folle medico dialogano elaborando il piano per eliminare Orlac, ma anche con la presenza della statua di cera, replica della vera Yvonne, che illude Gogol della presenza della donna che ama. Tematiche, tutte queste (la follia, la mano, il doppio, la manipolazione), già affrontate dal cinema espressionista tedesco, vero inventore del cinema horror e ispiratore del nascente horror americano.


Sceneggiatura - P. J. Wolfson, John Balderston
Fotografia - Chester A. Lyons, Gregg Toland
Montaggio - Hugh Wynn
Musiche - Dimitri Tiomkin

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