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Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino


Quel geniaccio di Quentin Tarantino, colui che farebbe applaudire folle gigantesche anche se girasse lo spot delle merendine, il più grande predatore di generi e di film altrui, per la sua ultima fatica parte da Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari ma se ne discosta da subito per raccontare una storia che, alla fine, riscrive la Storia. Sono stati i personaggi a far andare così il corso degli eventi, dice il regista-sceneggiatore in numerose occasioni. Lo dicono anche molti scrittori (soprattutto di gialli?) che a un certo punto la storia che stanno scrivendo si anima di vita propria relegando il romanziere-sceneggiatore al "marginale" ruolo di dattilografo. Il cinema può anche fare questo: inventa e quindi può reinventare. Ecco allora che i soldati americani risultano cattivi come, se non di più, dei nazisti da accoppare. C'è da dire poi che la sua riscrittura della Storia non si allontana poi così tanto dal vero corso degli eventi, lo sarebbe stata se i nazisti avessero vinto la guerra, ma per fortuna non è andata così.
I Bastardi senza gloria (Inglorious Basterds) devono consegnare al loro capo cento scalpi di tedeschi, costi quel che costi, senza pietà. E ce la mettono tutta per raggiungere l'obiettivo, infiltrandosi, facendo imboscate, progettando attentati, sabotando proiezioni di film di propaganda da veri bastardi in un mondo occupato da bastardi. Le caratteristiche del suo (soprattutto ultimo) cinema ci sono tutte: sangue, violenza, mutilazioni, lame affilate, humor nero, lunghi momenti di tensione, donne decise a vendicarsi di un gigantesco torto subìto, citazioni cinematografiche a iosa. Tutto molto divertente, ben recitato, cinema di intrattenimento allo stato puro in cui qualche buono deve morire per il raggiungimento del bene comune. Ma rimane uno spattacolone molto furbo che scende giù come un bicchiere d'acqua, e niente più. La stessa formula avrebbe funzionato anche senza l'occupazione nazista della Francia, ma Quentin si sa che è una vecchia volpe.

5 commenti

Zonekiller ha detto...

beh è cinema puro frullato al meglio...a proposito del genere hai visto "the fall" di Tarsem? capolavoro...ora lo conoscono in pochi e la distribuzione è stata pessima...al prossimo film sarà osannato come Tarantino...vidi "le iene" in VHS ben prima che uscisse Pulp Fiction e lo trovai un capolavoro, ma quasi nessuno lo conosceva all'epoca (ne parlò Duel in un trafiletto)...stessa cosa ora con "the fall"...

Christian ha detto...

Concordo con te. Centra il bersaglio e risulta persino un po' disturbante, ma resta un giocattolone un po' fine a sé stesso.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Zonekiller, di Tarsem ho visto The Cell a Venezia nel 2000 o giù di lì. Le iene ho avuto la fortuna di vederlo a cinema e wow, sono uscito sconvolto.
Christian, Tarantino sa il fatto suo, ma è - generalmente - sopravvalutato.

MonsierVerdoux ha detto...

a me ti dirò è piaciuto abbastanza, più che altro per il messaggio finale del cinema come mezzo magico capace persino di riscrivere la storia (del resto dove avviene il cambiamento della storia se non in un cinema?).

Roberto Fusco Junior ha detto...

Il buon Quentin fa quello che gli pare, beato lui.