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66^ Mostra del Cinema di Venezia - Rassegna stampa su Life During Wartime di Todd Solondz

Rassegna stampa su LIFE DURING WARTIME di Todd Solondz

La Repubblica, L'America senza sogni di Natalia Aspesi
 
Puoi perdonare il padre affettuoso che pareva perfetto ed è finito in prigione per pedofilia? Puoi perdonare la ragazza timida e dolce che non ti ha voluto spingendoti al suicidio? Puoi perdonare il marito innamorato e pentito che però non riesce a smettere di essere: alcolizzato, ladro, informatore di gang, spacciatore di droga, drogato e violentatore di donne, compresa la cameriera che lo riconosce e gli sputa in faccia? Ce lo chiede l' appassionante, crudele, intelligente film dell' americano Todd Solondz [continua qui]

Il Corriere della Sera, Amarezze d'America di Paolo Mereghetti
 
C he sia letta con le lenti della fantapocalisse (The Road di John Hillcoat) o del sarcasmo più acido (Life during Wartime di Todd Solondz) l' America non si vede certo in buona salute. E non abbiamo ancora visto la «lettura economica» che ci ha promesso Michael Moore... [continua qui]

La Stampa, Pedofilia e abusi Solondz racconta l'incubo americano di Lietta Tornabuoni
 
Pedofilia, sessuomania, la fine del mondo, misteri e risate nei film in concorso alla Mostra. Life During Wartime («Vita in tempo di guerra») è bellico soltanto nel senso della lotta per vivere. Il titolo nasce da una battuta del film: «Io ho fatto un errore grande come quello della guerra del Vietnam». Il regista americano Todd Solondz, 49 anni, premiato autore di Happiness-Felicità e di Palindromi, è bravissimo nel raccontare il nostro sforzo d’aggrapparci alle cose che in realtà abbiamo già perduto, alla vita che avevamo e che non esiste più, a identità dissolte, all’inestricabile insieme di falso e di vero, di tragico e di ridicolo. [continua qui]

L'Unità, Il film di Todd Solondz a Venezia di Alberto Crespi
 
Forse "The Road" inizia dove "Life During Wartime" finisce. Forse i due film americani passati ieri in concorso a Venezia sono più vicini di quanto non sembri. Sono due riflessioni sulla paternità e sulla famiglia in tempi di catastrofe. Ma a separarli c’è l’abisso che divide le buone intenzioni dai grandi risultati, i mestieranti del cinema dagli artisti veri. "The Road" è un brutto film tratto da un romanzo che era meglio non toccare. "Life During Wartime" conferma Todd Solondz come un regista vero: le ossessioni che lo perseguitano, e che sublima nei suoi film, parlano di un dolore autentico, raccontato con uno stile riconoscibile e coerente. [continua qui]

Il Messaggero, Venezia, sugli schermi il mondo malato di Gloria Satta
 
Due storie di sopravvivenza, ognuna spietata a modo suo. E una polemica politica che rischia di montare. Il Lido è ancora sotto l’"effetto Baaria" (Le Monde definisce il film «il grido d’amore» di Tornatore «ritrovato»), che la Mostra cala due pezzi da novanta, primi titoli americani in concorso: Life during wartime, del sempre disturbante e applauditissimo regista di Happiness Todd Solondz, e The Road, da McCarthy, con Viggo Mortensen alle prese con il day-after di un mondo schiantato dall’apocalisse e rimasto alla mercé di teppisti, stupratori e cannibali. [continua qui]

Il Mattino, Una America amara tra catastrofi e noir di Valerio Caprara

America amara. Due film fuori dal giro dei blockbuster esplorano le depressioni striscianti nella comunità statunitense: diversissimi tra loro per approccio, gusto e stile, «The road» e «Life during wartime» sviluppano infatti le rispettive storie su uno sfondo gremito di segnali negativi e cupe prospettive. [continua qui]

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