Breaking News

66^ Mostra del Cinema di Venezia - Rassegna stampa su Videocracy di Erik Gandini

Rassegna Stampa su VIDEOCRACY di Erik Gandini

Il Giornale, La bomba Videocracy è solo un petardo con Corona e Lele Mora di Stenio Solinas

Avevamo appena lasciato Fabrizio Corona inseguito da nerboruti calabresi irritati dal suo comportamento e già ce lo ritroviamo nudo, con il pacco in bell’evidenza, in Videocracy del bergamasco-svedese Erik Gandini. Presentato alle Giornate degli Autori, il documentario in questione prometteva di essere esplosivo: il potere del video, l’oppio della televisione che ottunde le menti degli italiani, il partito catodico. Nella realtà è un petardo. [continua qui]

La Repubblica, L'Italia di Videocracy tra soldi e immagine di Maria Pia Fusco
 
«Il film horror dell' anno». Così il più diffuso quotidiano svedese ha definito Videocracy, prodotto con la Zentropa di Lars von Trier. Il film - attesissimo al Lido tanto che si è avuta una proiezione supplementare, e da oggi esce in Italia con Fandango - attraversa trent' anni di storia della tv commerciale e «quello che fa paura è il sistema di valori che si è affermato in questi anni: soldi, potere e immagine», dice l' autore Erik Gandini, che dagli anni 80 ha lasciato Bergamo, dov' è nato nel ' 67, per studiare e vivere a Stoccolma. [continua qui]
 
Il Corriere della Sera, Razzismo e «Videocracy» politici italiani alla berlina di Maurizio Porro

È arrivata al Lido la giornata del non vogliamoci bene . Dopo la sfilata del potere della prima serata, con Berlusconi jr. in prima linea per il film di Tornatore nel trionfo del «made in Sicily» ecco che la Mostra (nello stesso giorno in cui l’America versa le ciniche lacrime di Solondz) sferra due attacchi concentrici all’Italia. Da una parte con Videocracy, basta apparire di Erik Gandini, italiano che vive in Svezia; dall’altra la Romania con Francesca , film di neo-realismo girato da Bobby Paunescu, che ha vissuto 10 anni a Milano e accusa gli italiani di razzismo. [continua qui]

La Stampa, Italiani brutta gente nella terra di Videocracy di Fulvia Caprara
 
Tutto iniziò così, in una delle prime tv commerciali... Usavano questo bar come uno studio tv, facevano indovinelli, se la risposta era esatta una casalinga cominciava a spogliarsi... Arrivavano un sacco di proteste dalle fabbriche vicine, gli operai stavano svegli fino a tardi per guardare». Comincia così la favola nera di Erik Gandini, documentarista italiano cresciuto in Svezia che in Videocracy (ieri alla Mostra e da oggi in sala) descrive l’ascesa al potere delle tv commerciali e del loro presidente, Silvio Berlusconi. [continua qui]

L'Unità, A Venezia proiettato "Videocracy" di Gandini di Gabriella Gallozzi
 
«Quello a cui assistiamo oggi in Italia è una guerra che ha a che fare con la libertà di informazione. Quando ho girato il mio film il livello di tensione era più bassa. Ora ogni volta che vedo la televisione italiana ho paura». Il grido d’allarme arriva da Erik Gandini l’autore dell’ormai celebre "Videocracy", il documentario sui trent’anni di berlusconismo che ieri, dopo le tante polemiche, è arrivato al Lido ospite della Settimana della critica e delle Giornate degli autori. [continua qui]

Il Messaggero, a Venezia l'Italia tra i simboli di Maselli e l'aspra realtà di Videocracy di Fabio Ferzetti
 
La crisi senza fine della sinistra e il potere senza confini della destra; un regista abituato alle "foto di gruppo" (con autoritratto incluso) e un bergamasco che dagli anni 80 vive in Svezia; un film-metafora pensato fino all’ultima virgola, Le ombre rosse di Citto Maselli (Fuori concorso); e un documentario tutto dal vero, Videocracy di Erik Gandini (Settimana della Critica e Giornate degli Autori unite), con una e una sola proiezione al lido, presa letteralmente d’assalto. Due facce di una stessa medaglia, due viaggi diversissimi ma complementari. Entrambi in sala da oggi. [continua qui]

Il Mattino, Alla Mostra di Venezia la triste Italia di Videocracy e Francesca

Visti da lontano, gli italiani di oggi non fanno una gran figura. Sono teledipendenti, gossippari, con la testa imbottita di falsi miti, ossessionati dall’immagine e dal successo facile e per giunta razzisti e cialtroni. Almeno così li vedono i due registi che ieri hanno fatto molto rumore alla Mostra. Erik Gandini e Bobby Paunescu, bergamasco trapiantato in Svezia l’uno, rumeno cresciuto fino ai dieci anni a Milano l’altro, hanno portato alla Settimana della critica e nella sezione Orizzonti due dei film più attesi, entrambi distribuiti da Fandango, «Videocracy» e «Francesca». [continua qui]

2 commenti

Luciano ha detto...

Questo film mi incuriosisce molto. Ma credo che sarà impossibile vederlo al cinema. Speriamo bene.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Al cinema lo distribuisce Medusa.
Scherzo!!