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La casa degli orrori di Erle C. Kenton

Uno scienziato genialoide (Onslow Stevens), e quindi predisposto alla follia onnipotente, incontra tutti in una botta il conte Dracula (John Carradine), l’uomo lupo (Lon Chaney Junior) e la creatura di Frankenstein (Glenn Strange). Insieme a lui due assistenti: Miliza (Martha O’Driscoll), bionda e facile preda del conte, e la mora Nina (Jane Adams), versione femminile di Fritz/Igor senza però la sua cattiveria. Qui l’unico personaggio negativo è quello di Dracula che con la scusa di farsi aiutare da Edlemann (al quale confessa la sua vera identità e il desiderio di guarire dal vampirismo, il suo nome di copertura e Barone Lotos) attua in realtà il suo piano diabolico. Anche Lawrence Talbot, si reca dal famoso scienziato per fermare le sue trasformazioni in uomo lupo nelle notti di luna piena, ma non c’è un raggiro, le sue intenzioni sono davvero buone, vuole davvero porre fine alla maledizione che lo tormenta, e chi lo conosce lo sa già. La creatura di Frankenstein viene ritrovata casualmente da Edlemann e Talbot, e sarebbe stata rianimata se non fosse intervenuta Nina con il suo buon senso a far tornare in sé il medico. Il raggiro del conte intanto va avanti a suon di sguardi magnetici, possessioni mentali e trasformazioni: prima Miliza poi Edlemann sembrano soccombere alla volontà del vampiro, ma nel gioco degli equilibri deve fare ancora la sua parte il bene.

Con La casa degli orrori (House of Dracula), ultimo film di Erle C. Kenton, la Universal continua a far incontrare i suoi personaggi horror come era già accaduto nel prequel Aldilà del mistero (House of Frankenstein) diretto dallo stesso Kenton nel 1944 e in Frankenstein contro l'uomo lupo (Frankenstein meets the wolf man) di Roy William Neill del 1942. La logica in queste pellicole deve essere messa da parte per vari motivi: innanzitutto perché è illogico che Dracula, l’uomo lupo e la creatura di Frankenstein condividano lo stesso spazio, lo stesso film. È una provocazione che vuole rinnovare un genere oramai ripetitivo in cui i soliti personaggi sono ingabbiati nelle solite situazioni e nei soliti ambienti, costretti sempre a ribellarsi a un padre-padrone delirante, a convivere con una maledizione che non hanno voluto o che li affascina, obbligati a scappare dalla solita folla inferocita, destinati a morire spesso tra le fiamme. Molti di questi elementi cardine sono presenti in questo film, ma non del tutto: qualche personaggio si evolve e inizia una vita diversa creando un finale che forse non ci si aspetta. Dopo gli attacchi al genere di Aldilà del mistero e La casa degli orrori nasceranno le parodie con Gianni e Pinotto.

Altri personaggi e interpreti:

Siegfried, il tutto fare di Edelman – Ludwig Stössel
Ispettore Holtz – Lionel Atwill

Sceneggiatura – Edward T. Lowe Jr.
Fotografia – George Robinson
Scenografie – John B. Goodman, Martin Obzina
Costumi – Vera West
Makeup – Jack Pierce
Montaggio – Russell Schoengarth
Musiche – William Lava


Il solito, doveroso e ritardatario ringraziamento a Them! per le locandine meravigliose che mi spedisce.

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