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Il mondo dei robot di Michael Crichton

Il tema della tecnologia che si ribella è stata rappresentata nel cinema da pellicole come 2001: odissea nello spazio, la sua parodia Dark Star, Brivido, in cui le macchine si rivoltano per loro volontà. Poi ci sono gli elettrodomestici che vanno in tilt o uccidono per una qualche presenza soprannaturale o demoniaca, come in Poltergeist.
Al primo filone appartiene Il mondo dei robot (Westworld) con l’implacabile robot pistolero interpretato da Yul Brynner che rincorre Peter (Richard Benjamin) attraverso gli scenari del vecchio west, dell’antica Roma e del medioevo. Una di quelle scene che, se viste nel momento giusto, ti rimangono dentro per sempre. Dall’esperienza l’uomo, inteso in senso generale, imparerà che non bisogna superare certi limiti, che l’imponderabile è sempre dietro l’angolo, che la tecnologia non solo ci invade, adesso vuole addirittura diventare aggressiva, violenta, procacciatrice di morte. L’uomo, che senza la tecnologia è fottuto, corre addirittura il rischio di estinguersi se ne abusa. Pochi i segni di preavviso che fanno capire che la situazione ben presto precipiterà: un serpente robot che morde John (James Brolin, papà di Josh Brolin), l’altro protagonista; un automa cavaliere del medioevo che trafigge a morte con una spada un visitatore; lo stesso Yul Brynner che uccide durante un duello John, l’amico di Peter che nel parco di divertimenti ci era già stato.
Insomma un classico della fantascienza paranoica, apocalittica, caotica, dove però il caos è organizzato.
Dopo questa pellicola, scritta e diretta da Michael Crichton, è nato il filone del robot programmato per uccidere, Terminator tanto per capirci. A questo genere appartiene anche Duemila anni nel futuro (1976) sequel de Il mondo dei robot. Del film trovate qui una mia recensione.

Note/curiosità:
-L’attore Yul Brynner ha rischiato di diventare cieco a causa delle lenti a contatto usate per interpretare il suo personaggio.

2 commenti

Luciano ha detto...

Un film bellissimo che, nonostante lo abbia visto molti anni fa, ricordo sempre come l'avessi visto ieri.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Stesso discorso per me, è uno di quei film che non dimentichi facilmente. Per l'impatto, ma forse soprattutto per tutta una serie di motivi personali.