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Il primo uomo dello spazio di Robert Day

Come già annunciato qui, riprendono le uscite in DVD della Sinister Film. Iniziamo con Il primo uomo dello spazio, film misconosciuto di Robert Day.
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Il tenente Dan Prescott (Bill Edwards) partecipa a degli esperimenti spaziali a bordo di un avveniristico mezzo di trasporto chiamato Y-13. Durante il volo il pilota, preso da una sorta di mania di grandezza, disobbedisce agli ordini della base e supera la barriera della ionosfera. Il missile attraversa una strana nube di pulviscolo luminoso e si spezza in due, quando cade sulla terra del pilota non c’è traccia.
Suo fratello Chuck (Marshall Thompson), anch’egli nell’esercito ma con un carattere meno ribelle e spericolato, non si dà pace ritenendosi in parte responsabile per la sua presunta morte; la sua fidanzata Francesca (Marla Landi) cerca di dimenticare la brutta faccenda lavorando a più non posso alle dipendenze del professore Van Hessen (Carl Jaffe), anch’egli legato agli esperimenti astrali. Improvvisamente, mentre si analizzano i resti di una parte del missile ricoperto da una strana incrostazione, prima alcune vacche e poi alcune persone vengono trovate dissanguate. Per Chuck si tratta di Dan il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Girato in Inghilterra ma ambientato nel New Mexico (cosa che scatenò le risate e i fischi degli americani alla prima del film decretandone quindi l’insuccesso, ci fa sapere Luigi Cozzi nell’introduzione del DVD), Il primo uomo dello spazio (First man into space) ha una buona idea di base in parte debitrice del film L’astronave atomica del Dottor Quatermass. Come nella pellicola di Val Guest del 1955 infatti ci troviamo di fronte a un astronauta che di rientro dallo spazio non è più lo stesso. Se nel primo film della Hammer l’astronauta Carroon ospitava dentro di sé un organismo alieno tentacolare che sarà ucciso alla fine da Quatermass, in questa pellicola di Robert Day più che di possessione aliena si può parlare di una mutazione genetica. Certo, come sempre accade in questi casi ad un cambiamento fisico corrisponde un mutamento della personalità, un alternarsi di stati di coscienza e di incoscienza da parte del mostro. Ed è questa la cosa che alla fin fine unisce i due film.

Il primo uomo dello spazio (prodotto tra gli altri da Richard Gordon, nome fondamentale per ogni appassionato di horror e fantascienza che si rispetti) non si può dire che sia un capolavoro, forse per via della cifra irrisoria che è costato come ci dice sempre Luigi Cozzi, eppure rientra con tutti i diritti tra le pellicole che ogni appassionato di fantascienza (soprattutto quella anni ‘50) dovrebbe vedere, merito anche di un sonoro molto efficace di Terence Cotter, in particolare quando riproduce il succhiare o il respiro del mostro, e di alcuni dialoghi (scritti da John Croydon e Charles F. Vetter) come quello del mostro Dan quando racconta quello che è successo nello spazio a Chuck, Francesca e Van Hessen.

Per maggiori dettagli: http://www.sinisterfilm.net/

4 commenti

Alicesu ha detto...

il mio genere di film... e tra l'altro una delle pellicole che guarderò a breve.

chimy ha detto...

Mai sentito... :(

Luciano ha detto...

Questo mi manca, ma se somiglia anche vagamente a L’astronave atomica del Dottor Quatermass, dovrebbe piacermi.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Alice, bene! La fantascienza anni '50 è meravigliosa. C'è di meglio, di molto meglio, ma c'è anche di peggio. Non so faccio un nome: Il fantasma dello spazio è una cagata pazzesca.
Chimy, non è così importante ma se sei appassionato allora...
Luciano, e si, secondo me qualche assonanza con L'astronave atomica del Dottor Quatermass c'è.