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Il delitto del diavolo (o Le regine) di Tonino Cervi

David (Raymond Lovelock) è un hippy che viaggiando di notte con la sua moto senza una meta precisa si imbatte in una lussuosa auto in panne. Ripara la gomma bucata della vettura ma durante l’operazione il ricco signore alla guida (Gianni Santuccio), che si dimostra critico nei confronti della controcultura hippy, ne approfitta per bucare la sua ruota anteriore. Il ragazzo se ne accorge, ripara il danno e fa in tempo a raggiungere l’auto che però finisce fuori strada causando la morte del conducente. Il giovane cerca l’aiuto di qualche automobilista ma nessuno si ferma e decide per tanto di ripartire. Di fronte a un posto di blocco decide di prendere una stradina secondaria che conduce, dice il cartello stradale, in una località chiamata Lago d’estate. Da quelle parti trova una legnaia dove decide di passare la notte. Al suo risveglio conosce tre ragazze Liv (Silvia Monti), Samantha (Hydée Politoff) e Bibiana (Ida Galli nel film Ewelyn Steward) che vivono in uno chalet tra i boschi rustico fuori ma arredato in maniera moderna. David si ritrova di punto in bianco in situazioni oniriche, paradossali, strane (apparizioni/sparizioni come nel cinema a trucchi di Méliès) se non addirittura sinistre. Le tre ragazze, misteriose e belle quanto basta, coinvolgeranno e sconvolgeranno David sempre di più, disorientando e seducendo il giovane a tal punto da fargli negare se stesso e le sue ferme convinzioni politiche; in altre parole le tre ragazze sono in realtà delle streghe al servizio del diavolo (che poi sarebbe l’uomo che David aiuta all’inizio della storia) capaci di annientare la personalità “sovversiva” di David. La libertà che tanto amava adesso non gli interessa più e per questo farà una brutta fine.
Il delitto del diavolo, distribuito anche con il titolo Le regine (mentre il suo titolo durante la lavorazione è stato Dolcemente atroce), è diretto da Tonino Cervi (figlio di Gino, produttore di Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni e papà di Valentina Cervi) in un periodo in cui il movimento dei figli dei fiori si faceva sempre più sentire nella vita di tutti i giorni e di conseguenza nel mondo del cinema. La pellicola non fa quindi che raccontare, metaforizzandola, la lotta (di classe) della vecchia società disposta a tutto pur di non cedere il passo alla controcultura hippy, al nuovo che avanza. Attualità, dunque, unita a stregoneria ed esoterismo, veri e propri generi horror del cinema nostrano.
Sceneggiato da Tonino Cervi, Antonio Troisio e Raoul Katz (da un soggetto di Cervi e Benedetto Benedetti), il film introduce anche delle componenti cristiane quando le tre streghe insieme a David compiono una vera e propria pesca miracolosa al centro del lago o quando offrono al giovane una mela che cresce sull’unico albero del bosco.
Il delitto del diavolo per il suo ritmo lento, perché lunga e lenta è la seduzione del diavolo, potrebbe infastidire molti spettatori come affascinarli. È una storia tutta d’atmosfera in cui non si vede una sola goccia di sangue fino alla scena finale.
Una pellicola di difficile reperibilità tutto sommato da riscoprire.

Fotografia – Sergio D’Offizi
Montaggio – Mario Morra
Musiche – Angelo Francesco Lavagnino, Ray Lovelock (autore di due canzoni da lui anche cantate)

3 commenti

Zonekiller ha detto...

ce l'ho, ma non l'ho mai visto...direi che mi hai incuriosito...il cinema italiano è zeppo di Culti non colti...

Luciano ha detto...

Questo mi manca e m'incuriosisce molto.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Zonekiller, immagino che anche tu c'hai la cassetta uscita in edicola mille anni fa
Luciano, purtroppo la sua reperibilità in Italia è difficile. Capace, anzi, sicuro che all'estero esiste il DVD.