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Il fantasma del palcoscenico di Brian De Palma

La storia del musicista Winslow Leach, vittima di un raggiro perfetto, o quasi, escogitato dal misterioso discografico Swan è un vero e proprio miracolo. Per questo suo ottavo film Brian De Palma crea un amalgama mischiando, e spesso rileggendoli in chiave moderna, diversi temi: il Fantasma dell’Opera di Gaston Léroux con il protagonista sfigurato al centro di un dramma atroce, Il mito del Faust, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, il voyeurismo, la musica rock, solo per nominare i più importanti, quelli determinanti cioè per lo sviluppo della trama. Altri modelli invece vengono inseriti semplicemente come suggerimenti o citazioni raffinate e divertenti: Il gabinetto del dottor Caligari e l’espressionismo tedesco in generale, il tema della Bella e la Bestia, gli zombies, i vampiri, le mummie, Jekyll e Hyde ovvero il doppio e le sue moltiplicazioni (grazie a degli specchi), Frankenstein, il mito personale del regista cioè l’inventore della suspence Alfred Hitchcock citato esplicitamente due volte, nella scena della doccia (inutile specificare di che film si tratta) e in quella finale dove omaggia L’uomo che sapeva troppo.
Un impasto di codici eccessivo, folle, barocco, impossibile eppure incredibilmente uniforme e funzionante.
Al centro di tutto, dicevamo, c’è un raggiro, un furto musicale e amoroso in piena regola che è difficile da mandare giù per il povero Winslow, vero e proprio moderno Fantasma dell’Opera.
Con Il fantasma del palcoscenico (Phantom of the Paradise) per la prima volta in maniera esplicita, e quindi matura, Brian De Palma mostra l’universo truccato del cinema, il cinema come illusione.

William Finley – Winslow/The Phantom
Paul Williams – Swan
Jessica Harper – Phoenix
George Memmoli – Philbin
Gerrit Graham – Beef

Sceneggiatura – Brian De Palma
Fotografia – Larry Pizer
Scenografia – Jack Fisk
Coreografie – Harold Oblong
Montaggio – Paul Hirsch
Musiche – Paul Williams
Musiche addizionali – George Aliceson Tipton
Costumi – Rosanna Norton
Makeup – Rolf Miller, John Chambers
Operatore – Ronald Taylor
Suono – James Tenenbaum
!!!
Altri volti sfigurati e altre maschere (filmografia essenziale): Il fantasma dell’opera (1925) di Ruper Julian, Il fantasma dell’opera (1943) di Arthur Lubin, Occhi senza volto (1959) di George Franju, Il fantasma dell’opera (1962) di Terence Fisher, Non aprite quella porta (1974) di Tobe Hooper, Sola… in quella casa (1989) di Tibor Takacs, Il fantasma dell’opera (1989) di Dwight H. Little, Darkman (1990) di Sam Raimi, V per vendetta (2005) di JamesMcTeigue.

8 commenti

Luciano ha detto...

Per me De Palma alterna film di una qualità notevole a film purtroppo molto deludenti. Questo è sicuramente da ascrivere tra quei film che sono ormai diventati dei cult. Bellissimo.

gahan ha detto...

Eeeessì!

Chiara ha detto...

Ti ho linkato perchè davvero molto molto interessante. A presto!

ildemansionato ha detto...

Sai che "Il fantasma del palcoscenico mi manca?".
Da come lo descrivi dev'essere un ottimo film che vedrò di visionare presto.
Di che anno è? 1974?

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, ha fatto anche lui un po' di cagate.
Gahan, Eeeeegià!
Chiara, Grazie, ti ho linkato anche io.
Demansionato, Questo lo devi vedere per forza. Sì è del 1974.

Tommaso d-b ha detto...

Grande Brian deCardiopalma... bella recensione!
Grazie del passagio, un saluto!
Tommaso

filippo ha detto...

questo mi manca...

Roberto Fusco Junior ha detto...

Tommaso d-b, grazie a te per la visita.
Filippo, recuperalo! È cinema allo stato puro.