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V per Vendetta di James McTeigue

L'ennesimo eroe mascherato che ce l'ha con qualcuno. Ancora un volto deturpato a causa della cattiveria degli altri. Ancora una volta una storia di vendetta e di odio verso il mondo. V per Vendetta si aggiunge alla lista senza dire niente di nuovo. Anzi. Diretto dall'esordiente (è stato assistente dei Wachowski) James McTeigue, tratto da un fumetto inglese uscito quando c'era la Tatcher, ambientato in una Londra del futuro totalitaria, nazistoide, avrebbe la pretesa di stare a metà strada tra il film d’azione e quello d'impegno. Perché? Perché l'eroe a viso coperto è una vittima di questa autorità dittatoriale che non ne può più. Il risultato? Un film con poche azioni, molto parlato anzi troppo, che non trasmette neanche un buon esempio ai giovani a cui si rivolge. Ragazzi, mettere bombe o uccidere per vendicarsi non è giusto. Strumentalizzare il proprio odio, usarlo camuffandolo in una causa che riguarda tutti, significa mentire, cioè significa diventare né più e né meno quello per cui si combatte. Trasformare qualcosa in qualcos'altro significa in questo caso manipolare, significa ingannare. Che insegnamento c'è in tutto questo? Quale coscienza politica si vorrebbe allevare con un simile messaggio? Un altro indizio sulla fregatura è dato dagli sceneggiatori: i fratelli Wachowski di Matrix, quelli che con quella saga volevano filosofeggiare e che qui provano a parlare di politica. I richiami a situazioni già viste ne Il fantasma dell’opera o già lette come 1984 eliminano ogni dubbio che resta. Questo film è solo un minestrone (anche di star).

3 commenti

claudio ha detto...

meno male che l'ho perso...

Mr. Hamlin ha detto...

Visto (distrattamente) su Sky, vorrei solo sottolineare che la graphic novel (purtroppo in Italia il termine "fumetto" viene utilizzato in accezione negativa) cui è ispirato è un C A P O L A V O R O ! ! !

Detto ciò, va lodata almeno il "coraggio" di Weaver che ha recitato tutto il tempo sotto una maschera.

Roberto ha detto...

Caludio, non ti perdi niente te l'assicuro.
Mr. hamlin, grazie per i consigli sul non "abbottare" troppo il blog. Voglio darti retta.
Il fumetto non l'ho visto-letto.
È vero, Weaver ha dimostrato coraggio senza dubbio recitando coperto da una maschera.