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Hollywood Vermont di David Mamet

Quanto sono stronzi quelli di Hollywood, quanto sono superficiali, ignoranti, spendaccioni, arroganti, falsi, egocentrici, spietati? La troupe californiana, che arriva nella piccola città di Waterford nel Vermont per girare un film in costume che si chiama Il vecchio mulino, ha tutte queste caratteristiche e molte altre di più. Cacciati da un’altra città a causa dei gusti sessuali del primo attore Bob Barrenger, gusto per le minorenni che lui definisce hobby, spostano armi e bagagli in questa piccola città dove tutto costa poco e non è necessario costruire sia la stazione dei pompieri che il mulino (luoghi fondamentali per la trama del film) perché a Waterford ci sono già. Della storia che si deve girare si sa ben poco, l’unica cosa certa è che parla della ricerca della purezza e di una seconda chance e che tra le scene fondamentali, oltre a quelle della stazione dei pompieri e del mulino, ce n’è una con un nudo della attrice protagonista. Ma i problemi sul set si sa che sono all’ordine del secondo. L’entusiasmo iniziale si smorza subito quando si scopre che le tre scene fondamentali di cui sopra non possono essere girate. Il mulino è stato distrutto da un incendio doloso molti anni prima, l’attrice protagonista si rifiuta di girare la scena di nudo, anche se le sue tette le disegnano tutti a memoria, e il dolly che da fuori dovrebbe entrare dentro la stazione dei pompieri non si può fare a causa di una vetrata. Come se non bastasse, siamo a circa tre giorni dall’inizio delle riprese, a questi problemi se ne aggiungono altri come il fatto non trascurabile che non ci sono più soldi o che Barrenger non perde tempo a ricacciarsi nei guai questa volta con la ragazza delle consegne Carla. L’idea che la troupe si era fatto di questa piccola città è qualcosa come –Sono dei sempliciotti, non ci daranno noia- Ecco allora che entra in scena il politicante locale Doug il quale fiutando l’odore dei soldi si mette di mezzo in tutti i modi. Allo sceneggiatore Joseph Turner White spetta il compito di risolvere i problemi insorti riscrivendo le tre scene madri, si farà aiutare dalla libraia Ann appena lasciatasi con Doug.
Al di là della commedia scoppiettante Hollywood Vermont (titolo originale State and main), scritto e diretto da David Mamet, analizza e graffia non solo il mondo del cinema ma anche quello della piccola provincia americana che dimostra ben presto di essere meno ingenua di come si direbbe. Un'accusa, sembrerebbe, rivolta in fin dei conti al genere umano.
È il dio denaro ad unire questi due mondi spietati. Non esiste compromesso che il denaro non mantenga. Solo con esso si fanno sparire prove, testimoni, accuse, insomma i problemi. Grazie al denaro arriva una smentita, tutto viene ritirato e tutti si ritrovano soddisfatti con un bel sorriso stampato in faccia. Con il denaro si trova sempre un accordo basta stabilire la cifra. Si risolve, con i soldi, ogni genere di problema, anche quello più scomodo. E se c’è qualche scheggia impazzita, qualche cospiratore interno, qualcuno a cui i soldi non fanno quell’effetto, qualcuno ancora dotato di un briciolo di coscienza, beh quel qualcuno ha chiuso con il cinema e al diavolo il lato umano delle cose. In questo mondo che vive assetato di denaro, in cui la sete di denaro contagia chiunque (anche la gente di provincia), la bugia, il raggiro, il ricatto, la minaccia, sono i contorni, le costanti che rimbalzano da una parte e dall’altra per arrivare allo scopo finale di accontentare tutte le carogne.

Walt Price – il regista (William H. Macy)
Bill- suo assistente (Lionel Mark Smith)
Marty Rossen – il produttore (David Paymer)
Uberto – direttore della fotografia (Vincent Guastaferro)
Joseph Turner White – lo sceneggiatore (Philip Seymour Hoffman)
Bob Barrenger – l’attore protagonista (Alec Baldwin)
Claire Wellesley – l’attrice protagonista (Sarah Jessica Parker)
George Bailey – il sindaco di Waterford (Charles Durning)
Sherry – sua moglie (Patti LuPone)
Carla – la ragazzina delle consegne (Giulia Stiles)
Ann – ragazza proprietaria di una libreria (Rebecca Pidgeon)
Doug – politicante fidanzato di Ann (Clark Gregg)

Musiche di Thedore Shapiro
Fotografia di Oliver Stepleton
Montaggio di Barbara Tulliver

3 commenti

Jacopo ha detto...

Ciao Rob, innanzitutto complimenti per la scelta dell'ultimo post (grande Mamet). Sul film di Stivaletti ovviamente concordo... Sulla Rocchetti... Pure!! Ciao buon week end

Luciano ha detto...

Questo mi manca e sembra proprio un film molto interessante.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Jacopo, grandissimo! Viva Mamet, abbasso Stivaletti regista, Elisabetta Rocchetti ministro della salute! (Anche se è avvocato). Buon fine settimana anche a te.
Luciano, sì secondo me non è male. È pieno di frecciatine, battute, dinamismo e perché no riflessioni. Philip Seymour Hoffman che nel film fa lo sceneggiatore come al solito fa paura.