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Gli Argonauti di Don Chaffey

Il cattivo re della Tessaglia Pelia (Douglas Wilmer) spedisce con l’inganno Giasone (Todd Armstrong), figlio di Aristo, al recupero di un vello d’oro. Giasone si fa aiutare dalla dea Era (Honor Blackman), la quale è riuscita a strappare al marito Zeus (Niall MacGinnis) delle facilitazioni, e da un gruppo di uomini forzuti greci tra i quali Ercole (Nigel Green). Viaggiando a bordo della nave da guerra Argo approdano su varie isole dove sfideranno il titano Talos, due arpie, un maremoto e un’idra a sette teste dai cui denti Pelia farà nascere un esercito di scheletri. Incontrerà lungo il suo percorso anche l’amore della sacerdotessa Medea (Nancy Kovack).

Quando la mitologia classica incontra il cinema hollywoodiano può nascere anche un gioiello come Gli Argonauti (titolo originale Jason and the Argonauts), film che si avvale delle splendide animazioni stop motion di Ray Harryhausen nonché delle musiche di Bernard Herrmann.
Certo, la fedeltà alla mitologia greca non è rispettata, e poi alcuni modi di rappresentare il coraggio e l’amicizia virile tra gli argonauti oggi possono far ridere, eppure il film riesce ancora a meravigliare e a stupire tanto da essere considerato il miglior film del suo genere. Merito anche della regia di Don Chaffey, che tornerà a lavorare con Harryhausen anche nel meno riuscito Un milione di anni fa (1966), e della fotografia in Eastmancolor di Wilkie Cooper.

Curiosità:
-L’uomo che sulla barca di Giasone scandisce con il tamburo il tempo ai rematori è Ennio Antonelli (alla fine del post la foto insieme a Todd Armstrong) caratterista italiano scomparso nel 2004 apparso in pellicole cult come Febbre da cavallo (dove interpretava Otello Rinaldi detto Manzotin), Il cinico l’infame il violento, Fracchia la belva umana, Vieni avanti cretino, Pierino colpisce ancora, W la foca, L’allenatore nel pallone e nel telefilm I ragazzi della terza C (dov’era Spartaco il papà di Bruno Sacchi). Con quella faccia particolare, ché prima di fare l'attore è stato un pugile, non se lo poteva far scappare Federico Fellini che infatti lo ha usato in Fellini Satyricon e Roma. Compare anche nel film di Ettore Scola Brutti, sporchi e cattivi.
-Per girare i 3 minuti della battaglia degli scheletri Ray Harryhausen (che preferiva lavorare da solo) ha impiegato 4 mesi.
-Solo dopo il successo de Il colosso di Rodi di Sergio Leone, fu deciso di rendere vivente la statua del titano Talos.
- Ray Harryhausen dice che questo è il suo film preferito.
-Quando nel 1992 Tom Hanks ha consegnato a Ray Harryhausen l’Oscar alla carriera, gli ha detto che il miglior film secondo lui non è stato Quarto potere ma Gli Argonauti.
-Bernard Herrmann per questa colonna sonora ha rielaborato alcuni brani già scritti da lui per i film Intrigo internazionale e La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock.
Sceneggiatori del film sono Jan Read e Beverley Cross.

Per saperne di più su Ray Harryhausen.

3 commenti

Christian ha detto...

Personalmente adoro il cinema artigianale e gli effetti di Harryhausen...

chimy ha detto...

Questo devo ancora vederlo... non sapevo la curiosità sui riarrangiamenti di Herrmann...molto interessante.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Christian, a chi lo dici. Harryhausen è il più grande di tutti. Piano piano parlerò di tutti film dove ha preso parte.
Chimy, anche grazie alle musiche di Herrmann, il film si difende ancora adesso benissimo. Vedilo se puoi.