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Bad news bears di Richard Linklater

Un ex stella del baseball, ubriacone, diseducativo, negativo, egoista, ma per questo incredibilmente simpatico e un gruppo di ragazzini da allenare di diverse etnie e con diversi problemi. Bad News Bears, girato da Richard Linklater nel 2005 durante la lunghissima lavorazione di A Scanner Darkly: un oscuro scrutare, fa trascorrere quasi due ore in tranquillità tra battute e situazioni divertenti. Morris Buttermaker (Billy Bob Thornton) da star dei campi del baseball è diventato un disinfestatore di ratti e il suo passato glorioso lo usa per rimorchiare ragazzine al limite di età. La squadra che viene chiamato ad allenare è una squadra di sfigati con l’autostima azzerata, gli eterni ultimi in tutto. Ci sono Timmy Lupus (Tyler Patrick Jones), il ragazzino tonto, Tanner il biondino attaccabrighe (Timmy Deters), Engelberg il ciccione (Brandon Craggs), Mattew Hooper (Troy Gentile visto anche in Super Nacho e in Tenacious D e il destino del rock in entrambi sempre nel ruolo di Jack Black da piccolo) un ipocondriaco sulla sedia a rotelle, Ahmad di colore (Kenneth ‘K.C.’ Harris), Garo (Jeffrey Tedmori) armeno, Toby Withewood (Ridge Canipe) figlio di una avvocatessa tutto fare e femminista, Liz, interpretata da Marcia Gay Harden, Jose (Emmanuel Estrada) e Miguel (Carlos Estrada) che parlano solo spagnolo.
Loro rivali sono gli Yankee allenati dal super convinto Roy Bullock (Greg Kinnear) tutto buoni principi e vita salutare. I Bears cominciano il campionato malissimo: si ritirano prima della fine della prima partita, riescono a pareggiare la terza e via dicendo. Buttermaker (Thornton come al solito è bravissimo), occupato fino ad ora più a sfruttare i talenti di Lupus nel preparare cocktail o di Garo bravissimo a infilarsi nei posti delle case dove si nascondono i topi, per salvare la sua reputazione di ex campione (anche se si scopre che non era poi così bravo e famoso) rinforza la squadra convincendo sua figlia Amanda (Sammy Kane Kraft) di dodici anni e il bullo Kelly (Jeffrey Davies) dal braccio potente. Con il tempo migliorano il loro gioco e il loro entusiasmo eppure la loro storia non finirà con il classico happy end. La squadra anzi, a tirare le somme alla fine, dimostrerà di aver imparato, oltre che a giocare un po’ meglio a baseball, anche molti insegnamenti di vita dell’allenatore come sfottere l’avversario o mentire spudoratamente ai genitori. Insomma, la squadra di mezze seghe non migliora così tanto la sua condizione anzi la peggiora proprio a causa degli insegnamenti sbagliati di Buttermaker, nel campo come nella vita.
***
Note:

-Bad new bears è il remake di una pellicola interpretata nel 1976 da Walter Matthau e diretta da Michael Ritchie. Dicono che l'originale sia molto meglio.
-Il ragazzino sulla sedia a rotelle Mattew Hooper (Troy Gentile) prende il nome dal personaggio interpretato da Richard Dreyfuss ne Lo squalo.
-Nella sequenza in cui Buttermaker cerca uno sponsor tra negozi e locali si ferma presso il Chico’s Bail Bonds che sponsorizzava la squadra nel film del 1976.
-Il personaggio interpretato da Thornton così intollerante verso i bambini ricorda quello da lui stesso interpretato in Babbo Bastardo (titolo originale Bad Santa, 2003) di Terry Zwigoff.

Frasi celebri:

#1
Buttermaker -Ok, ascoltatemi, ascoltatemi con attenzione. Regola numero uno: la mia Cadillac non si tocca
Engelberg –Sta’ calmo, tanto è un rottame in ogni caso
Buttermaker -Ti informo che è una macchina d’epoca e mi è venuta voglia di trovare tuo padre e prenderlo a calci nelle palle in modo che non possa più inquinare la Terra con un rifiuto come te, quindi tieni chiusa quella pattumiera
#2
Buttermaker parla con l’avvocatessa Liz Whitewood:
-Senti Withewood cos’è questa storia delle divise?
-Quale storia?
-La signora come si chiama ha detto che devo rimediare le divise
- Buttermaker, non è che le compri proprio tu, ti serve solo uno sponsor, sei l’allenatore è tuo compito
-Ok, allora non vi basta che debba allenare le medaglie di bronzo per le paraolimpiadi, devo fare anche il rappresentante porta a porta, è così?
- Buttermaker non farlo diventare un dramma, fa come fanno gli altri coach: ristoranti, negozi di articoli sportivi, è facile
-Senti io ho un lavoro, devo disinfestare le case, lo sai che è la stagione delle formiche?
-Come mai basta essere un uomo per rendere tutto così difficile? Io ho un mio studio legale, sono una madre single, eppure trovo il tempo per i corsi parauniversitari, il corso di ikebana, la ceramica
-Sai che ti dico? Anche io ho i miei impegni, ok? Ho stronzate importanti da fare. Ho un sacco di stronzate da fare per tutta casa, stronzate importanti, da uomo, capito?
#3
In macchina con la squadra
-Signor Buttermaker?
-Sì?
-Dove stiamo andando?
-Te l’ho già detto ci alleniamo alla battuta, voi battete come un cieco che gioca alla pentolaccia, dobbiamo rimediare-
#4
Mentre con la squadra disinfesta una casa
Garo (ha in mano un barattolo) -Ehi coach, cosa vuol dire cancerogeno?
-È propaganda liberale, non ci fare caso sono tutte balle
#5
Dopo la prima partita, persa contro gli Yankee.
Buttermaker -Sembrate usciti da un funerale, che vi prende? Non è andata così male, è solo che-
Tanner -Chiudi il becco bastardo ubriacone-
Hooper a Buttermaker -Grazie mi serviva un altro motivo per farmi ridere dietro dalla gente
#6
Sempre dopo la prima sconfitta Buttermaker parla con Garo deciso a scappare di casa pur di non far sapere a suo padre del risultato della partita
-Vai a casa, guardi tuo padre dritto negli occhi e gli dici: indovina un po’ papà, oggi abbiamo vinto, capito?
-Ma non abbiamo vinto
-Lo so anche io. Mentire spudoratamente è l’unico modo, senti questa è l’America e comunque lui non lo saprà mai: viene da Richitichitavi, o da dove cavolo viene lui, io lo facevo sempre con mio padre
-Davvero?
-Sì, gli dici solo quello che vogliono sentire, sai, non ho preso io lo stereo, no non fumo, lei diceva di avere diciotto anni, cose di questo genere. Fa tutto parte del diventare grandi la cosa importante è che tu hai ragione e i genitori torto
-Magari gli dico che abbiamo pareggiato
-Puoi fare anche questo, funziona
#7
Amanda figlia di Buttermaker –Vattene Buttermaker penseranno che ci vuoi provare con me
Buttermaker –Ti prego Amanda, solo qualche partita
Amanda –Devo guadagnare un po’, devo comprarmi i vestiti, il lucidalabbra, devo comprare la macchina
-Ti metti il lucidalabbra, ma come? E il forno di Barbie con la luce, cuoce pizza e dolci?
-È successo quasi una vita fa, ora mai sono grande
-Sì, probabilmente hai ragione tu. E poi sono sicuro che hai un braccio fiacco
-Oh, risparmiami le banalità. Psicologia al contrario? Sei un fallito. Devi essere un super dotato perché non so cos’altro abbia trovato mia madre in te
-Tu non dovresti parlare del mio…del mio quello. Hai dodici anni. Per quanto ti riguarda io sono come Ken tra le gambe, ok?
-Ho internet non sono stupida
#8
Dopo una partita Buttermaker dice alla squadra
-Stiamo andando meglio: abbiamo pareggiato. Lo so che come diceva sempre il mio vecchio coach un pareggio è come baciare tua sorella, ma visto come siamo partiti è più come baciare…una sorellastra molto fica, beh insomma voi non avete molti pareggi all’attivo ma comunque io credo, dico solo datevi una pacca sulla spalla
#9
A cena con l’avvocatessa Liz Whitewood
Liz - Devo ammettere che sin da piccola non sono stata mai appassionata di sport, non sono un tipo sportivo, ma ti confesso che da quando ho visto come hai trasformato la squadra io ho pensato parecchio a te
Buttermaker - Faccio questo effetto alle donne
Liz - Davvero?
Buttermaker - Sì, non pago più il sesso da…direi che dipende molto dal fatto che sono diventato più vecchio e, sai, anche più elegante, è questo

3 commenti

Luciano ha detto...

Non conoscevo il film, che mi incuriosisce. Inoltre hai fatto una recensione veramente completa e quindi ottima. Comunque ho visto l'originale del 1976 Che botte se incontri gli "Orsi" (The Bad News Bears) un film che mi divertì molto (lo davano in TV una volta), ma che non è tra i migliori di Matthau.

Mario Scafidi ha detto...

sembra il genere di film di cui ho bisogno in questo periodo...

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, il film non è male. Alcune battute e situazioni sono veramente divertenti. L'originale cercherò di recuperarlo.
Mario, stai su! Come dice Walter Sobchak -Niente è perduto!-