Breaking News

Vero come la finzione di Marc Forster


Vero come la finzione è la surreale, divertente e anche triste storia di un uomo qualunque. Parla di destino e lo fa con ironia. Il protagonista è Harold Crick (Will Ferrell), un esattore fiscale dalla vita piatta che un giorno scopre di essere il protagonista del romanzo che la famosa Kai Eiffel (una bravissima Emma Thompson) sta scrivendo. La particolarità di questa scrittrice è che fa morire sempre il protagonista. Harold Crick decide, giustamente, di incontrarla per fargli cambiare idea. Alcune situazioni si erano già viste. Il vedere fantasmi che gli altri non vedono (pensate a Incubi notturni del 1946 o a Ghost) o sentire voci che gli altri non sentono, come nel nostro caso, genera sempre la situazione comica di parlare/interagire con quella presenza davanti a degli attoniti spettatori (vuoi che siano passanti come nel nostro film o che sia un barista come nel già citato Incubi notturni). Questo film va oltre questo cliché. Innanzi tutto perché la voce (che va e che viene) non gli parla ma narra (in terza persona) quello che lui sta facendo e quello che sta pensando. Lo aiuterà a capirci qualcosa un professore di letteratura (Dustin Hoffman) e a suo modo una panettiera (Maggie Gyllenhaal) di cui è innamorato. Vero come la finzione (titolo originale Stranger than fiction, perché dobbiamo cambiare sempre il senso dei titoli? Perché?) è un film curioso che vuol farci apprezzare i piccoli momenti della quotidianità. Scritto da Zach Helm, regista del film che vedremo quest'anno Mr. Magorium's wonder emporium con Natalie Portman, Dustin Hoffman e Jason Bateman. Marc Forster dopo gli ottimi Monter's ball (2001), Neverland (2004) e l'onirico Stay (2005) si conferma come uno dei più interessanti registi degli ultimi anni anche con questa pellicola in bilico tra due mondi diversi, tra stati d'animo differenti e contrastanti.

Nessun commento