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Chiedi alla polvere di Robert Towne

Dopo aver parlato, tutto sommato bene, del film Factotum tratto da Charles Bukowski, ecco qui due parole anche sull'adattamento del libro di John Fante Chiedi alla polvere ad opera di Robert Towne. Innanzi tutto credo che sia necessario notare la caratteristica che i due scrittori hanno in comune: la necessità di scrivere costi quel che costi perché la scrittura è il riscatto da una vita di incertezze, oltre che il modo più semplice per loro per parlare di vita e di sogni. Ecco infatti che i lavori dei due sono sfacciatamente autobiografici sotto la copertura di un alter ego. C'è da dire anche che sono tutti e due figli di immigrati, certo Bukoswski-Chinaski ha vissuto questa condizione in tempi più tolleranti mentre Fante-Bandini è vissuto in un'epoca decisamente più razzista. Insomma, il tema comune tra i due è il sogno americano. Se nel film di Bent Hamer si parla di Bukowski a tutto tondo con la sua passione per le donne, per le corse dei cavalli, per l'alcool e naturalmente per la scrittura, nel film di Towne è tutto ridotto all'amore tra l'aspirante scrittore (Colin Farrell) e la bella cameriera messicana Camilla (Salma Hayek). L'atmosfera che regna nel libro non c'è per niente o è ridotta a poche battute. Non c'è quasi per niente la lotta quotidiana per poter sopravvivere e scrivere, né la speranza, presente nel romanzo quasi in ogni azione e in ogni suo pensiero, che un giorno tutti questi stenti possano finire. Regista e sceneggiatore della pellicola è quel Robert Towne premio Oscar 1975, per la migliore sceneggiatura originale, con Chinatown. Chiedi alla polvere invece è una porcheria pazzesca.

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