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Shortbus di John Cameron Mitchell

Nel discusso, scandaloso (dicono, ma poi perché?) e divertente Shortbus si incrociano i destini di una terapista sessuale della coppia che non ha mai avuto un orgasmo, di una sadomaso che non riesce ad avere rapporti umani, di una coppia gay (uno dei quali aspirante suicida) ai quali si aggiunge un terzo, più un quarto che li spia dalla finestra di fronte. Tutte personalità complesse, solitarie. Persone che hanno problemi di comunicazione, che si trovano in una situazione sbagliata con la persona sbagliata. Che vivono male la loro sessualità. L'incomunicabilità è al centro anche del film Babel di Iñárritu. Lì le risate sono proibite qui l'ironia svolge un ruolo fondamentale. In una New York ritoccata al computer nelle carrellate dall'alto, il regista John Cameron Mitchell (Hedwig: la diva con qualcosa in più), incrocia i destini di questi protagonisti nel locale per scambisti (e molto più) che dà il titolo al film. Proprietario del locale è Justin Bond un altro gay che avrà un ruolo importante soprattutto nella vicenda che riguarda la terapista. Shortbus ha dei momenti molto divertenti ma non dimentica di indagare sulla complicata psicologia quasi maudit dei personaggi. Il tono sarcastico è evidente dalle prime scene in cui per esempio un schizzo di sperma finisce su una tela di Jackson Pollock. La solitudine, quasi disperata, di molti protagonisti è ben descritta sia nelle azioni che nei dialoghi (basti ricordare il dialogo tra l'aspirante suicida e la padrona-sadomaso nello sgabuzzino).
Shortbus contiene molte scene di sesso esplicito. Per mettere gli attori più a loro agio durante queste scene, il regista e l'operatore giravano nudi. Un film che, da noi in Italia, ha trovato problemi di distribuzione solo perché parla e mostra varie sessualità e vari organi sessuali, fa capire in che posto viviamo. Tanto per capirci nell’articolo di Alberto Crespi su L'Unità del 24 novembre si legge una dichiarazione del distributore italiano del film: «Ho trovato difficoltà con molti esercenti, anche di qualità, nel far accettare questo film a causa di un certo loro perbenismo. Considerano il film pornografico, una cosa che a me sembra davvero miope e comunque riduttiva» ecc. ecc. Sarebbe bello contare le scoregge e i rutti che i vari Vanzina, Parenti confezionano per Natale da venti anni. Farsi infilare un clistere su per il culo per l'attore Massimo Boldi deve essere una soddisfazione non indifferente. E poi non è volgare. Volgare è mostrare scene di sesso esplicite. L'idea di un cazzo in culo è volgare. Bello il nostro paese, eh?

8 commenti

Deneil ha detto...

non lo conoscevo..e ti dirò che incuriosisce parecchio!c'è da dire però una cosa sul discorso censura-chiusura mentale..gli usa sono piazzati come o peggio di noi..basti vedere che la ogni tipo di violenza e sbudellamento è accettato (vedi i vari saw...) mentre il sesso rimane qualcosa di tabuissimo (eddai han censurato la jolie nuda nel trailer di beowulf...fa ridere!..o piangere?)

Roberto Fusco Junior ha detto...

Deneil, ti dirò in tutta franchezza, e chi se ne frega di quello che censurano in America, guardiamo in casa nostra quello che succede: la storia della censura in Italia è piena di sequestri e divieti ben più gravi del film con la Jolie, da noi hanno censurato artisti di prim'ordine come Bertolucci, Pasolini, Ciprì e Maresco e tanti altri. Resta il fatto che non esiste una censura di serie a e una censura di serie b, la censura fa schifo e basta (anche se colpisce un film cretino e mediocre).

http://vivelamour.splinder.com ha detto...

Sinceramente questo film mi ha fatto cagare! Non per il porno (l'autopompino iniziale è geniale e sintetizza tutto il film...) ma per il fatto del finto scandalo, delle macchiette, degli stereotipi, dei ridicoli paragoni con woody allen (c'è chi lo ha scritto!!! forse non aveva visto il film!).
ovvio la censura è scandalosa ma meno gente vede questa roba meglio è...

Roberto Fusco Junior ha detto...

Vive l'amour e Deneil. Quello che nel post volevo sottolineare non è un problema di censura (il film non è stato tagliato ma vietato ai minori di 18 come in moltissimi altri paesi fatta eccezione per la Svezia che ha abbassato l'età a 15), ma un problema di distribuzione. Il film non è scandaloso, è uno scandalo che qualcuno (compresi molti esercenti) lo ritenga scandaloso, è uno scandalo che i clisteri di Boldi non siano scandalosi.
Ecco che volevo dire.

Luciano ha detto...

Ho sentito parlare molto bene di questo film. Peccato che non mi sia stato possibile vederlo. Devo assolutamente recuperarlo, perché so che è un film di qualità e, nonostante l'accusa di pornografia, non è mai volgare. Grazie per la segnalazione. Ciao.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, il film è divertente e drammatico, leggero e profondo come la vita, te lo consiglio, sì.

Mr. Hamlin ha detto...

Non l'ho visto, ma sono intenzionato a recuperarlo.
A proposito di film censurati... "Happyness" di Solondz, gran bel pugno nello stomaco.
Da vedere (possibilmente in versione integrale)

Roberto Fusco Junior ha detto...

Mr. Hamlin, Happyness ancora non lo vedo. Vedrò di procurarmi la versione integrale.