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Il grande Lebowski di Joel e Ethan Coen

Prendete un tipo che si fa chiamare The Dude (Jeff Bridges). Un tipo che segue una rigida dieta a base di White russian e spinelli e con una sola passione: il bowling. Un tipo che tira a campare come può e che non se ne fa un problema. La vita per lui? Qualche strike qualche palla persa. Ora mettetegli vicino due amici diversissimi per temperamento: Walter, interpretato da John Goodman in forma smagliante, è un reduce del Vietnam irascibile, che conclude tutti i suoi discorsi o parlando della ex moglie o del Vietnam, e Donny (Steve Buscemi) un timido ragazzo che non alza mai la voce, né perde mai le staffe, con la passione per il Bowling e per il surf, e fatelo incappare in una situazione che più incasinata non si può piena di personaggi pericolosi (il nichilista interpretato da Peter Stormare su tutti), artisti stravaganti (Julianne Moore), giovani irrequiete (Tara Reid), detective che vorrebbero scendere a compromessi (Jon Polito), giocatori di bowling pederasti (John Turturro), pezzi grossi del porno (Ben Gazzarra), lecchini del datore di lavoro (Philip Seymour Hoffman premio Oscar per Truman Capote: a sangue freddo), padroni di casa con la passione per il teatro (Jack Kehler), e un vecchio cow boy che vede e ci racconta il tutto (Sam Elliott). Dopo aver mirabilmente omaggiato Dashiell Hammett in Crocevia della morte i fratelli Joel e Ethan Coen nel 1998 adottano lo spirito di Raymond Chandler nel realizzare Il grande Lebowski. Si capisce dall'ambientazione: Los Angeles. Si capisce dal titolo che è un omaggio a Il grande sonno (Raymond Chandler, Il grande sonno. Ed. Feltrinelli). E dalla dichiarazione di essersi ispirati in parte al film di Robert Altman Il lungo addio (1973). Alla base della storia c'è un'aggressione immotivata: "The Dude", in italiano "Drugo", rientra in casa e ad aspettarlo ci sono due individui che lo picchiano e gli pisciano sul tappeto. Tu sei Jeffrey Lebowski e tua moglie Bunny deve dei soldi a Jackie Treehorn, gli dice uno di loro. The Dude fa notare che la casa è sporca da fare schifo, che tutti lo chiamano The Dude, che non vive nessuna donna lì, che ci deve essere un errore. Infatti il Lebowski che cercano loro è un miliardario. Spinto dall’amico Walter decide di andare a reclamare la pisciata sul suo tappeto all'altro Lebowski (David Huddleston), perché quel tappeto dava un tono all'ambiente di casa sua, da lì la situazione precipita e si ingarbuglia e si risolve alla fine in maniera inaspettata. Dude partecipa onnipresente all'azione e nell'improbabile ruolo di detective le situazioni gli sfuggono spesso di mano, vuoi che sia Walter che dà di matto o perché accade l'ennesimo imprevisto. Lui più che il protagonista è lo spettatore (né più e né meno di noi) che vede da vicino tutta la serie di eventi prendere strade impensabili o diventare atti mancati. Tra piste che conducono sempre più lontano grazie ai colpi di scena continui, The Dude si muove come può attirando a sé molte antipatie e nessun profitto. Alla fine però, grazie al suo modo distaccato di vedere le cose, risolve il caso, o meglio giunge vivo alla fine, proprio perché non si fa coinvolgere completamente dal giro vorticoso di menzogne che lo circonda. Per questo motivo i Coen simpatizzano per lui. Ancora una volta svolge un ruolo importante nell'azione il tema del rapimento, ancora una volta c'è l'utilizzo di personaggi ininfluenti per lo sviluppo della trama (vedi il pedofilo Jesus Quintana o Marty il padrone di casa di Dude con la passione per il teatro e la danza interpretati rispettivamente da John Turturro e Jack Kehler). Ancora una volta uno sguardo distaccato e leggero sulla storia narrata. Ancora una volta tutto è perfettamente calibrato. Ancora grande cinema e grandi idee.

3 commenti

iggy ha detto...

Film cult e grande recensione!
Ah, in bocca al lupo per questo nuovo blog! ^^

mikydepp ha detto...

Ciao, passavo solo x dirti che il tuo cambio di piattaforma ha smosso acque ormai da troppo placide: mi trasferisco anch'io! l'indirizzo del nuovo blog èhttp://mikydepp.splinder.com/
A breve incomincerò a portare lì tutti i 'bagagli', sarò operativo in un paio di settimane. A presto!

Mr. Hamlin ha detto...

proseguo la mia "no-stop" tra le tue recensioni e mi imbatto con immenso piacere in un film dei Coen!

Come già scrissi in un altro commento allo stesso film, danno il loro meglio quando "sguazzano" con tanta genialità nel trash più assoluto. E il personaggio di Drugo è trash all'ennesima potenza! :-)