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Sucker Punch di Zack Snyder

Baby Doll (Emily Browning) ha cinque giorni di tempo per scappare da un manicomio prima che le facciano una lobotomia. Userà la fantasia per realizzare il suo sogno. Prima che la lobotomia la smemorizzi si organizza mentalmente, il manicomio si trasforma in un bordello, i dottori nei gestori, le ragazze nelle squillo. Baby doll, che è l'ultima arrivata, ha cinque goirni di tempo per scappare prima che un cliente chiamato Il giocatore abusi di lei. Giovane e inesperta entusiasma tutti quando balla, solo che noi non vediamo mai le performances ma quello che la sua mente immagina in quei momenti, viene avvertita da un mentore che le dona una katana che la strada per la fuga sarà piena di prove da superare (dovrà trovare cinque cose) pericoli e sacrifici, eccola infatti subito dopo combattere contro tre giganteschi guerrieri armati come in un video game spara tutto. Baby Doll coinvolge quattro ragazze squillo (di nuovo il numero cinque) nella sua fuga personale; Sweet Pea (Abbie Cornish), Rocket (Jena Malone), Blondie (Vanessa Hudgens), Amber (Jamie Chung). Nelle fantasie ballerine di Baby Doll affronteranno soldati zombie, draghi incazzati e altri nemici facendo squadra, sparando a più non posso, difendendosi con arti marziali, rallentando il tempo, mandando a puttane la forza di gravità. Non senza conseguenze nella "vita reale" dove il tremendo pappone Blue (Oscar Isaac) inizia a sospettare qualcosa sulle intenzioni delle cinque ragazze.

Tutto questo prima dell'arrivo del Giocatore, prima cioè della lobotomia, quando il cervello ancora era intatto e capace di ragionare. Ecco quindi che i pericoli immaginari che vediamo nascondono sempre pericoli invisibili, questi sì reali. La fantasia di Baby Doll, considerando che è un'adolescente degli anni '50, è all'avanguardia in molti sensi, qualcuno l'ha definita in questo senso una protofemminista, giusto, ma si è andati oltre perché la ragazza anticipa i videogames, i videoclip, tutte quelle fonti dalle quali si è abbeverato in gioventù il regista Zack Snyder.


Che sia donna il mentore di Snyder può suonare strano alla luce del suo celeberrimo 300 eppure è così. Snyder per la prima volta realizza un film partendo da una (sua) storia originale, senza trarre ispirazione da un film del passato, da qualche fumetto o libro, Sucker Punch è il suo primo progetto originale in questo senso, totalmente libero, talmente libero che parla proprio di libertà, e lo fa in modo incosciente ed anarchico, sempre a metà strada tra la cazzata gigantesca e e il filmone che ti gasa per svariati motivi. È troppo assurdo quello che vediamo (anche i vestiti super sexy delle cinque eroine vengono dal futuro) anche se sappiamo che si tratta di una fantasia. Se Sucker Punch sia un film riuscito o no saremo in grado di dirlo solo tra qualche anno, per adesso sono molto combattuto.

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