Breaking News

Rivelazioni di un'evasa da un carcere femminile di Gerardo de Leon

Se non vi siete mai avvicinati al genere adulto delle women in prison il consiglio che posso darvi, forse da sciroccato, è di fare almeno un tentativo. Provate per esempio con Rivelazioni di un'evasa da un carcere femminile (Women in cages), non è il miglior film del genere ma contiente praticamente tutti i caratteri che lo contraddistinguono.

Karol Jeff (Jennifer Gan) finisce in galera incastrata dal suo ganzo, ignara di quale fossero i suoi traffici. Si ritrova innocente in una galera che ha un nome che è tutto un programma: Prigione dell'inferno. Lì conosce le altre carcerate con le quali divide la cella:Teresa (Sofia Moran), Sandy (Judith M. Brown) e Daniela detta Stoke (Roberta Collins) e la tremenda caposecondina Alabama (Pam Grier) sadica e lesbica. Le donne progetteranno una fuga senza rendersi conto di come le loro storie siano legate da un filo che si sono nascosto l'un l'altra.

Il WIP se non è violento e con protagoniste belle e spesso nude non è un WIP. Se non c'è un percorso della protagonista, una sua evoluzione, se non c'è un'aguzzina a darle il tormento/godimento con giochi sado-lesbici non è un WIP. Sono obbligatori i meccanismi di prevaricazione e sottomissione tra i personaggi, e poi deve esserci una rivolta, una fuga dopo parecchie peripezie che stracciano i vestiti. Stava nella discrezione del regista, nelle intenzioni del progetto, quanto e come mostrare tutte queste cose. Nella scena della tortura a Sandy, ad esempio, il regista Gerardo de Leon preferisce coprire le sue parti genitali con una fiamma che di li a poco Alabama utilizzerà proprio da quelle parti.

Quello che è certo è che il WIP non è un genere che se la mena, che vuole fare denuncia o satira. Il suo intento è di scioccare con una realtà esagerata, quasi fumettistica (leggetelo in senso lato), è di farci partecipare semplicemente con la sua storia, senza averci dato rivelazioni di carattere sociale o politico. Eppure è un genere pessimista, dove non si ride mai e il nichilismo la fa da padrone.

Rivelazioni di un'evasa da un carcere femminile finisce in modo amaro, separando per sempre i destini delle protagoniste.

2 commenti

Luciano ha detto...

Spettacolare! La locandina stessa è tutto un programma. Purtroppo non ho visto il film. Ricordo di averne visti alcuni anni fa ma non ricordo il titolo. Mi pare fosse "Diario segreto da un carcere femminile" ma non ne sono sicuro.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Quello che dici tu esiste ed è italiano, di Rino Di Silvestro, un ottimo WIP. Uno dei miei preferiti resta 99 donne di Jess Franco o Storia segreta di un lager femminile, film di Hong Kong violentissimo come pochi.