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Vendicami di Johnnie To

Johnnie To è sempre uguale a se stesso, e vuole essere un complimento, sempre altalenante tra azione e stasi, luci e ombre fotografiche, caratteriali, che svelano l'umano che si nasconde nel criminale e viceversa.

Il cuoco Costello vuole vendicare la morte dei nipotini e del genero e la lotta tra la vita e la morte della figlia miracolosamente scampata ad un regolamento di conti tra gans di Macao. Deve sbrigarsi a compiere la sua vendetta perché una pallottola presa anni prima gli farà perdere molto presto la memoria. E senza più memoria, senza più uno scopo che frulla nella testa, la missione assume un altro significato e forse non ha più ragione di esistere. A fare eventualmente le veci della sua memoria vacillante ci pensano un gruppo di assassini professionisti ingaggiati dal cuoco di rintracciare i colpevoli della strage. Una certa etica professionale, forse insospettabile in dei criminali di mestiere, contribuirà a fare il bello e il cattivo tempo.

Con Johnny Hallyday al posto di Alain Delon impaurito dal fatto che il personaggio si rincoglionisce, Vendicami è la summa (sceneggiatura del fido Wai Ka-Fai), l'ennesima diranno in molti, della poetica e dello stile di Johnnie To fatto di accelerazioni e frenate brusche, personaggi sfaccettati, capaci di farci rimangiare il nostro giudizio nei loro confronti, che rimangono comunque maschere monodimensionali da cinema puro.

Johnnie, visti i precedenti dei tuoi colleghi connazionali, tieniti lontano da Hollywood!

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