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Roma a mano armata di Umberto Lenzi

Roma a mano armata è uno di quei film fondamentali nel suo genere principalmente per un motivo: qui si incontrano per la prima volta due icone, le due icone principali, con tutto il rispetto per Luc Merenda o Henry Silva, del poliziesco (o poliziottesco) italiano Maurizio Merli e Tomas Milian. Il primo specializzato nel ruolo del poliziotto che scavalca la legge, ricorrendo spesso alla violenza, pur di arrestare i malviventi, con sciampi dei superiori (Arthur Kennedy) e declassamenti conseguenti, il secondo invece sempre legato a personaggi di malviventi spietati, borgatari spesso con handicap fisici, destinati ad una fine trucida.
Fino a questo film attori e personaggi avevano avuto vite separate e di successo. Merli con la sua faccia inespressiva e le sue doti da stuntman, i suoi modi spicci da poliziotto proletario che non sopporta i malviventi, Milian con i suoi trasformismi e i suoi studi empatici verso la romanità genuina di strada.
Insieme non potevano che fare scintille e infatti così è stato, in tutti i sensi. Alla regia il maestro del genere Umberto Lenzi che scrive la sceneggiatura insieme a Dardano Sacchetti nel giro di una domenica pomeriggio mentre ascoltano La domenica sportiva, le musiche sono quelle inconfondibili di Franco Micalizzi. Maurizio Merli interpreta il Commissario Leonardo Tanzi legato con la giudice per minori Anna, interpretata dalla bellissima Maria Rosaria Omaggio. Nel corso di una complicata e sanguinosa indagine per arrestare un capo Marsigliese, Tanzi arriva a Vincenzo Moretto, un macellaio gobbo proprietario di un'automobile che con il suo mestiere non può umanamente permettersi. Tra scene violente, inseguimenti in auto e tra i tetti con altri personaggi, lo scontro finale tra i due sarà inevitabile. Proprio girando la sequenza finale sono sorti degli attriti tra i due attori per via del fatto che Milian, forse perché proveniva dalle scuole di recitazione americane dove ti insegnano che tutto deve sembrare il più vero possibile, picchiava veramente Merli che indignato si è allontanato dal set. La tensione tra i due per fortuna è durata solamente un giorno.

Indubbiamente tra i due personaggi il più interessante e riuscito e quello del gobbo che dietro l'apparenza innocua nasconde un'indole violenta, vendicativa e da leader, un po' come il Kaier Soze de I soliti sospetti. Visti gli ottimi risultati, anche di botteghino, l'anno successivo Lenzi, Merli e Milian ci riprovano con Il cinico, l'infame, il violento aggiungendo nel cast il grande John Saxon.

Ottimi caratteristi di contorno come Biagio Pelligra, Ivan Rassimov, Luciano Catenacci.

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