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La lunga notte dell'orrore di John Gilling

Il vecchio medico Sir James Forbes (André Morell) riceve una strana lettera proveniente dalla Cornovaglia inviatagli da Peter Tompson il suo migliore allievo. Si reca sul posto insieme alla figlia Sylvia (Diane Clare) e scopre una realtà dove l'irrazionale non è solo superstizione ma una realtà tangibile. Nel paese da un po' di tempo avvengono misteriose morti dalla causa poco chiara, a complicare le cose c'è il fatto che i familiari dei defunti non permettono al giovane medico (Brook Williams) di eseguire l'autopsia. C'è poi un aristocratico del luogo, il Conte Hamilton (John Carson), dai modi gentili e allo stesso tempo tetri, per il quale il giovane medico prova antipatia anche perché sua moglie Alice (Jacqueline Pearce), coetanea e vecchia amica di Sylvia, è di tutt'altro avviso. Alice, marionetta nelle mani del conte, viene ritrovata morta in circostanze poco chiare. Finalmente i due possono eseguire una autopsia per iniziare a capirci qualcosa. Presto si scoprirà che Hamilton, di ritorno da Haiti, ha trovato il modo di far resuscitare i morti per schiavizzarli nella sua miniera.


La lunga notte dell'orrore (The plague of the zombies), produzione Hammer del 1966, si inserisce nell' (all'epoca) unico e poco frequentato filone degli zombi come Ho camminato con uno zombie e Il segreto di Mora Tau. La resurrezione dei cadaveri, in questi film, era sempre legata a una pratica magica di voodoo con lo scopo, spesso, di ottenere braccia lavoratrici instancabili. Un po' come il sonnambulo Cesare del Dottor Caligari, usato sì per altri scopi (la vendetta personale) ma pur sempre sfruttato da un padrone dalle sorprendenti conoscenze. Ne La lunga notte dell'orrore, dall'isola esotica scenario abituale del genere, ci avviciniamo alla nostra civiltà per giungere, anche se all'inizio del secolo, in uno sperduto paesino della Gran Bretagna dove il cattivo di turno usa a suo vantaggio le pratiche voodoo imparate ad Haiti. Due anni dopo questo film George A. Romero ambienterà la sua storia di morti viventi negli Stati Uniti d'America ed eliminerà il fattore magico per dare ai suoi zombies una causa volutamente sconosciuta o vaga. Un precedente contagio però, forse il primo vero contatto tra il fenomeno zombies e la società occidentale, è avvenuto due anni prima in questo piccolo gioiello.

John Gilling (responsabile del copione di L'occhio che uccide e regista di altri lavori come Madra: il terrore di Londra, La morte arriva strisciando e Il sudario della mummia) dirige molto bene il film dandogli un ritmo sempre appropriato alla situazioni, merito anche di una buona sceneggiatura di Peter Bryan.

Fotografia - Arthur Grant
Scenografie - Bernard Robinson, Don Mingaye
Special Makeup - Roy Ashton
Effetti speciali - Les Bowie
Montaggio - Chris Barnes
Musiche - James Bernard, Philip Martell

1 commento

Francesca Paolucci ha detto...

Grazie per la visita e per il commento sul mio blog. Non conoscevo il tuo. D'ora in poi passerò a leggerti di tanto in tanto, visto che condividiamo la stessa passione per il cinema. Ciao!