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I migliori anni della nostra vita di William Wyler

I migliori anni della nostra vita (The best years of our lives) fa ridere e soffrire raccontandoci la storia di tre esistenze destinate ad incontrarsi e a non lasciarsi. Perché il destino è sempre dietro l’angolo e poi c’è l’urgenza di lasciare un forte messaggio antibellico. I tre personaggi che si incontrano casualmente sono infatti tre reduci della seconda guerra mondiale appena conclusa. Non si conoscevano e guarda caso abitano tutti nella stessa città. Uno è giovane (Dana Andrews), sposato da poco, un altro è sui quarantacinque (Fredric March. Il miglior Jekyll/Hyde di tutti i tempi!!!) sposato anche lui con due figli, un maschio e una femmina (Teresa Wright). Il terzo è un marinaio (Harold Russell) che ha perso entrambe le mani. Fred, Al e Homer. Il loro ritorno in città è pieno di sorprese, molte delle quali non proprio piacevoli. Insomma la vita non è tutta rose e fiori. Soprattutto se si è appena usciti, anche se vincitori, da un conflitto mondiale. È tempo di leccarsi le ferite e rimboccarsi le maniche. E le ferite escono fuori anche dove non te lo aspetti. Le loro vite si intrecceranno e così anche le loro ferite, creando nuovo sangue, nuove dinamiche. Il tutto raccontato senza retorica, in maniera pulita. La fotografia, qualunque sia l’avvenimento che sta riprendendo, non cambia mai atteggiamento, resta sempre neutra, assolutamente uniforme, illumina tutto allo stesso modo senza fare torto a nessuno. Le storie personali dei tre personaggi e il loro intrecciarsi ci vengono mostrate con questa limpidezza. William Wyler ci teneva che lo spettatore potesse capire tutto e subito. Anche le dinamiche complesse. Un regista con i cosidetti.
Tutto comunque finisce bene qui perché l’ottimismo, si sa, in tempi di crisi ritorna sempre.

Prodotto da Samuel Goldwyn
Sceneggiatura – Robert E. Sherwood
Fotografia – Gregg Toland
Scenografie – Perry Ferguson, George Jenkins
Costumi – Irene Sharaff
Montaggio – Daniel Mandell
Musiche – Hugo Friedhofer

4 commenti

Luciano ha detto...

Uno dei migliori film di Wyler (e pensare chela sua filmografia è piena di grandi film). E' da un bel po' di tempo che non lo vedo.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Un altro film suo che mi fa impazzire, ne parla sempre Bazin nel saggio del post di sopra, è Le piccole volpi.

Anonimo ha detto...

THEM!
Purtroppo, ormai, si trova solo la versione ridoppiata,pare,da Claudio G: Fava,benemerito per 2000 altre iniziative quando curava(bei tempi!)la programmazione di RAI 2.
Comunque ho trovato la locandina originale,della transworld film.
Si triva in Spagna.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Ricordo di Claudio G. Fava i film che presentava e mandava in onda la notte come Bambola meccanica modello Cherry 2000!
Prima o poi se ne parlerà.