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Sogni e delitti di Woody Allen

Una famiglia scombinata composta da due fratelli Ian (Ewan McGregor) e Terry (Colin Farrell) uniti fino alla fine l’uno verso l’altro ma anche verso un destino comune; un padre (John Benfield) che con Ian gestisce faticosamente, almeno a sentir lui, un ristorante; una madre (Clare Higgins) che da buona madre sembra sopportare tutto sulle spalle, e c’è lo zio ricco Howard (Tom Wilkinson) di cui la famiglia parla con venerazione fatta eccezione del padre che non tanto lo sopporta per invidia.
Una famiglia tutto sommato come ce ne sono tante: Terry, che di professione fa il meccanico, ha il vizio dell’alcol e del gioco: scommette sui cani e si siede volentieri al tavolo del poker. Ian, che non ha intenzione di lavorare tutta la vita al ristorante e sogna di aprire degli alberghi in California, si invaghisce di una attrice di teatro. Il disperato bisogno di soldi, che i due ben presto reclamano, gli farà percorrere un cammino che li trascinerà sempre più in basso fino a far emergere le loro vere nature.
Per venire incontro ai nipoti in guai finanziari lo zio Howard gli chiede un favore enorme. Howard più che un membro della famiglia risulta, all’improvviso, un membro di una Famiglia. I due fratelli reagiranno in maniera differente uno, Terry, corroso dal rimorso, l’altro riprendendo la vita come se niente fosse successo (in questo caso non abbiamo potuto non pensare a Young Adam sempre interpretato da McGregor e diretto da David Mackenzie). Il legame di sangue tra i due sembra spezzarsi ma è robusto abbastanza per resistere ancora un po’. L’anello debole tra i due fratelli è senza dubbio Ian ma se prendiamo i fratelli insieme allo zio allora tutto cambia. Lo zio è quella forza inaspettata, insospettabile, che cerca in tutti i modi di spezzare questo legame pur di proteggere la sua pelle/reputazione: sono tutti e due deboli di fronte alla determinazione dello zio. Lo zio ha potere sulle persone, e conosce molti modi per applicarlo, di fronte a lui la personalità degli altri cambia opinione, abbassa la testa e obbedisce, si vende.
Secondo Sogni e delitti (titolo originale Cassandra’s dream) chi detiene il potere è sempre dalla parte della ragione, la fa sempre franca, detta le regole e usa le persone, indistintamente da chi esse siano, come pedine, come mezzi per raggiungere il fine. Con buona pace per chi credeva ancora nei buoni principi e nella famiglia chi vince qui è la parte peggiore dell’uomo.

Il grande Woody Allen, lasciando spazio anche a parecchia ironia, scrive e dirige un altro thriller londinese (molto noir) carico di pessimismo nichilista e girato in maniera magistrale. Memorabile, a nostro avviso, la scena in cui lo zio Howard spiega ai due fratelli di che favore si tratta, in quei dialoghi sono delineati benissimo i tre personaggi di questa tragedia familiare. Davvero bravo Farrell soprattutto nella seconda parte con la faccia insonne, distrutta, pensierosa, persa. Efficaci come sempre le musiche di Philip Glass.

Fotografia - Vilmos Zsigmond
Montaggio - Alisa Lepselter
Costumi - Jill Taylor
Scenografie - Maria Djurkovic

3 commenti

Anonimo ha detto...

salute. SETTIMAARTE su blogspot non esiste più. il nuovo indirizzo è:

http://scafidimario.spaces.live.com/

ti dispiacerebbe modificare l'indirizzo nella sezione dei tuoi link?

p.s. mi raccomado, torna comunque a trovarmi!

mario

mario ha detto...

sono d'accordo con te.. e siamo in pochi ad aver apprezzato questo film di allen.

Anonimo ha detto...

Felicissima che tu abbia colto quell'ironia (che ho colto anche io) e che invece quasi tutti hanno detto non esserci ^^
Ale55andra