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Caos calmo di Antonello Grimaldi

Un evento che improvvisamente sconvolge la vita. Pietro (Nanni Moretti), benestante con moglie e figlia, è una persona altruista che insieme al fratello non ci pensa due volte e si butta in un mare agitato per salvare due donne. Ma non bisogna mai sottovalutare gli scherzi del destino che la vita ci propina. Infatti proprio mentre salvava la donna, sua moglie si accasciava morta per terra sotto gli occhi impotenti della figlia piccola. E quando capitano disgrazie strazianti come questa c’è solo una cosa da fare, ripartire, ricominciare prendendosi tutto il tempo necessario, cacciare via da dentro il vuoto che si espande, che disorienta e fa vedere tutto ciò che avviene fuori nel mondo inutile, non importante.
La vita di Pietro ricomincerà da una panchina dove ogni giorno aspetta per ore l’uscita della figlia Claudia (Blu Di Martino) dalla scuola elementare. Saranno le ore passate lì seduto o in automobile o al bar a fargli capire fondamentalmente che non ci si può fermare, che la vita continua; questo più una notte di sesso selvaggio (e anale*, quindi caro Don Anselmi non è proprio umanamente possibile avere un figlio da un rapporto sessuale simile anche se ho capito benissimo cosa volevi intendere tu ma a me piace provocare) con la donna che ha salvato (Isabella Ferrari). I colleghi che lo vanno a trovare più che preoccupati del suo stato mentale sono indaffarati nel raccontargli i retroscena della fusione tra la loro società e un’altra, a capire chi ha tradito se ha tradito, nel contendersi Pietro, nell’attirarlo ora da una parte ora da un’altra, in fin dei conti nell'usarlo come valvola di sfogo dei loro problemi. Questo a lui non interessa, i soldi, la carriera non rientrano affatto tra i suoi progetti. Pietro vorrebbe dimenticare molte cose, rimuovere il trauma della morte, la consapevolezza sofferente che sua moglie Lara non c’è più. Pietro forse vorrebbe reagire diversamente ma non ci riesce, fatto sta che si chiude in un guscio di quasi silenzio. A riportarlo sulla carreggiata non saranno le persone “amiche” sue che incontra saluta e abbraccia, ma gli sconosciuti che ogni giorno vede nel parco e che piano piano iniziano a diventargli quasi familiari. L’osservazione di queste persone diventa quasi una terapia, scoprire o immaginare la vita privata e il lato nascosto delle persone che incontra nel parco gli dà la forza per affrontare il suo fantasma. Ancora più importante, forse, è anche il contributo della figlia Claudia che sembra reagire al lutto da persona adulta nonostante la sua giovanissima età e di Carlo (Alessandro Gassman), il fratello di Pietro. Le due persone di famiglia che lo conoscono meglio, le uniche in grado di capire e sopportare i suoi atteggiamenti. Sarà una sorta di somma di questi fattori ad aprirgli gli occhi.
Caos Calmo nonostante parli di un uomo che riparte dopo aver subito un lutto gravissimo, non rinuncia a trovate divertenti perché si sa che nella vita il pianto si mischia alle risate spesso e volentieri. Divertente in questo senso la scena della lettura della lettera di Silvio Orlando all’azienda con tanto di bestemmia (strano come su questa non si sia polemizzato), così come i pensieri di Pietro quando scopre delle e-mail che la moglie si scriveva con uno scrittore di favole. Bella, importante, in bilico tra il riso e l’introspezione la scena in cui i due fratelli fumano oppio e parlano. Ma non è con le droghe che si risolvono i problemi, ci vuole forza e coraggio per rimboccarsi le maniche, trovare il coraggio di alzarsi e ricominciare a vivere.
Dal regista Antonello Grimaldi finalmente un film di successo dopo Il cielo è sempre più blu, Asini e Un delitto impossibile, il secondo dei quali decisamente da riscoprire.

* rapporto molto più esplicito nel romanzo di Sandro Veronesi.

4 commenti

Mario Scafidi ha detto...

non si è enfatizzato sulla bestemmia perchè quella è appannaggio di marco bellocchio (ricordi la tonante imprecazione ne "l'ora di religione"?)

Roberto Fusco Junior ha detto...

Come non la ricordo.
Pare che ne esista una versione per la Tv (voluta credo dallo stesso Bellocchio) dove la musica copre le parole.

SunOfYork ha detto...

tra l'altro pare che sia ancora più difficile mettere incinta una donna in sogno, qualsiasi sia la posizione :)

Roberto Fusco Junior ha detto...

Sunofyork, in effetti che la scena di sesso possa essere solamente un sogno mi era venuto in mente.