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Inferno in diretta di Ruggero Deodato

Ruggero Deodato è stato insieme ad Umberto Lenzi e a Cavara-Jacopetti-Prosperi-Massi-Crisanti l'artefice del cannibal-movie. Per il suo film Cannibal Holocaust (1979) Deodato è stato censurato in più di 20 paesi del mondo, e a ragione, a causa delle scene di violenza reali sugli animali. In realtà (e grazie al cielo) lo snuff di Deodato è sempre stato parziale come quello di Lenzi. Non ha mai mostrato la morte reale di un uomo come il genere vorrebbe, morte che ha sempre ricostruito con gli effetti speciali, ma solo quella dei poveri animali proteggendosi dietro la scusa che stava filmando le abitudini degli indigeni.
I suoi film, così come tutti quelli appartenenti al genere snuff/cannibal italiano nonostante (ma anche grazie) le critiche e le censure, hanno avuto un discreto successo che col tempo ha creato una vera e propria cerchia di appassionati.
Inferno in diretta è del 1985 e racconta la storia di Fran (Lisa Blount) una giornalista televisiva che si reca insieme all'operatore Mark (Leonard Mann) a recuperare in un luogo lontano Tommy (Willie Aames), il figlio del capo della tv (Richard Bright. Hair, C'era una volta in America, I due criminali più pazzi del mondo, Il Padrino parte terza) per la quale i due lavorano. Il ragazzo (una specie di simbolo dell'innocenza perduta che per tutto il film indossa una maglietta di Topolino) si trova prigioniero insieme ad altri di Vlado (John Steiner. Tenebre, I due carabinieri, Troppo forte) un narcotrafficante pazzoide preso di mira a sua volta da un gruppo di sadici tra i quali spicca Quecho (Michael Berryman l'indimenticato protagonista de Le colline hanno gli occhi). La troupe riuscirà a trovare Tommy e a rintracciare il colonnello Horne (Richard Lynch. Di nuovo con Deodato nella miniserie tv Noi siamo angeli è apparso anche in altre serie come A-Team e Automan) dato per morto molti anni prima e guru spirituale esaltato di una religione che vuole il ritorno della purezza umana. In realtà il colonnello ex marines è un uomo bruciato dalla cocaina, esaltato dal potere. Fran e Mark, collegati via satellite con la tv per cui lavorano, mostreranno in diretta massacri appena avvenuti e avranno pure la "fortuna" di beccarne uno nel momento in cui avviene. Qualcosa farebbe pensare (alcuni dialoghi nella cabina di regia della televisione) che dietro tutto ciò c'è, da parte degli sceneggiatori Dardano Sacchetti e Cesare Frugoni, il tentativo di polemizzare contro la morbosità e il fascino della violenza. Peccato che questa polemica sia solamente accennata e che per la maggior parte del tempo si veda solo l'altra faccia della medaglia, quella che gode di fronte alla violenza senza ragionarci sopra.
Azione, sbudellamenti e donne nude sono il vero centro del film (Cut and run è il suo titolo internazionale). Quecho, che è una specie di animale da combattimento, si affianca a molti indios nelle sue azioni offensive e sanguinolente. Sbuca quando meno te lo aspetti dal ramo di un albero, da sotto la superficie di un fiume infestato da coccodrilli, niente sembra fermarlo e quando sparisce non vuol dire che gli sia successo qualcosa.
Discrete le musiche di Claudio Simonetti.
Nel ruolo della regista tv Karin c'è Karen Black la protagonista del cult TV di Dan Curtis Trilogia del terrore e de Il giorno della locusta. In quello del pilota di elicottero c'è Luca Barbareschi già protagonista del citato Cannibal Holocaust.

Il dialogo da ricordare: (tanto per ribadire di fronte a che film ci troviamo):
Colonnello: Se lo sguardo interiore del nostro spirito verrà rapito nella contemplazione di questo giardino ci sentiremo liberati dagli inutili affanni e dagli sciocchi egoismi mentre l'intuizione dell'assoluto ci farà trovare una serena grandezza purificando tutta la nostra mente cosa voleva da me?
Fran: Delle risposte
Colonnello: Non ci sono risposte solo azioni. Saremo tutti giudicati per le nostre azioni. Pure o meno pure.

Riferimenti cinematografici sugli snuff movies:
Blue nude (1977, Luigi Scattini), Hard core (1979, Paul Schrader), Videodrome (1983, David Cronenberg), Tesis (1996, Alejandro Amenabar), Il coraggioso (1997, Johnny Depp), 8mm (1999, Joel Schumacher). Vacancy (2007, Nimrod Antal)
I cannibal movies in Italia:
Ruggero Deodato: Ultimo mondo cannibale (1977), Cannibal Holocaust (1979).
Umberto Lenzi: Mangiati vivi! (1980), Cannibal Ferox (1981).
Gualtiero Jacopetti: Mondo cane (1962), Mondo cane 2 (1963), Africa addio (1966).
Paolo Cavara: Mondo cane, La donna nel mondo (1963), I malamondo (1964).

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