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Il vento che accarezza l'erba di Ken Loach

In Irlanda nel 1920 arrivarono le sadiche squadre inglesi dei «Black and Tan» ad evitare il tentativo di conquista dell'indipendenza. Il popolo irlandese non tardò a rispondere con le stesse armi. Da questo avvenimento realmente accaduto Ken Loach, insieme allo sceneggiatore Paul Laverty, ne ricava un film scuro e asciutto in cui due fratelli irlandesi, Damien e Teddy, combattono questa guerra di ricatti, imboscate, catture seguite da interrogatori sadici, poliziotti inglesi pentiti, infami, condanne a morte dei traditori, nel nome della libertà. Pur trattandosi come si diceva di un fatto realmente accaduto, e in un certo qual modo morto e sepolto, Loach ha detto di aver portato sullo schermo Il vento che accarezza l'erba (aggiudicandosi la Palma d'oro al Festival di Cannes 2006) perché «Bisogna conoscere il passato per capire il presente. Gli anglo-americani in Iraq si comportano da truppe di occupazione come gli inglesi fecero in Irlanda. E un governo oppressore contro gli altri popoli lo è anche nei confronto del suo popolo».
A ben guardare ogni occupazione si somiglia. Quindi il riferimento che il regista fa all'America e all'Inghilterra di oggi, va benissimo anche per le occupazioni naziste, fasciste, comuniste, ecc. ecc. È chiaro che il regista simpatizzi per l'oppresso, per chi vede un brutto giorno arrivare un esercito straniero che dice -Qui adesso comandiamo noi- Nel film, come nella storia, ad un certo punto si giunge ad una tregua, ad un accordo per mettere fine allo spargimento di sangue, e i due fratelli prendono strade diverse: Damien (Cillian Murphy) non è per niente soddisfatto degli accordi che trasformano l’Irlanda in una colonia inglese indipendente, -Io non sono uno che si vende- dice a Teddy (Padraic Delaney) che invece diventa filoanglofono. Nasce così una guerra civile che mette l'uno contro l'altro, appunto, famiglie o peggio famigliari. Loach nel narrare non fa sconti, non evita la violenza né l'amore che nasce tra Damien e Sinead (Orla Fritzgerald), ma non scade mai nello stucchevole, nell'accademismo. Tutto scorre come se fosse inevitabile, come se passato presente e futuro fossero lì contemporaneamente a rammentarci la ciclicità di certe storie.

2 commenti

Luciano ha detto...

Loach è un regista che non piace a tutti, anzi i suoi film fanno spesso discutere. Ma a me piace (alcuni film molti, altri molto meno). Questo in particolare (anche se non il migliore) mi è sembrato un film di buona qualità. Concordo con la tua recensione. Ciao.

Mario Scafidi ha detto...

bel film "il vento che accarezza l'erba", senza dubbio, ma ancora mi chiedo se la palma d'oro a cannes sia stata un tributo alla carriera passata di ken loach o piuttosto un riconoscimento alla pellicola in sè. non saprei...