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Ed Wood di Tim Burton

Tim Burton non riusciva davvero a spiegarsi come mai avevano tanto successo i suoi strani film. Non escludeva, ad ogni nuova pellicola che realizzava, la possibilità di un clamoroso flop. Capiva che non bastano le buone intenzioni per ottenere un buon successo. Non è sufficiente la voglia di realizzare il film a tutti i costi, ma occorre anche molto talento. Edward D. Wood Jr. è il regista che più di ogni altro ha realizzato film che la critica giudicava inguardabili. Eppure andava avanti con un'altra pellicola incurante anche degli incassi ridicoli. Facendosi in quattro per trovare nuovi finanziatori. Il primo motivo è che credeva veramente nei progetti che si scriveva da solo. Il secondo è che non aveva la minima idea se il suo era un vero talento, vero genio, oppure no. Ed Wood (1994) non si poneva nemmeno la domanda. Pensava che le sue storie valevano la pena di essere raccontate e questo gli bastava. Tim Burton ragiona pressoché allo stesso modo di Wood. Solo che la sorte ha riservato per lui risultati migliori. Burton infatti non ha mai negato una certa dose di fortuna per gli ottimi risultati economici delle sue pellicole. La sua genuinità nel credere fermamente nelle proprie idee gli ha sempre ricordato quella di Wood. Ecco quindi che gli dedica questo film meraviglioso e sentito, perché quella sorte sente che potrebbe toccare a lui in qualsiasi momento. I paragoni tra i due non finiscono qui. Wood amava circondarsi di artisti decisamente strambi. Pensiamo al redivivo Bela Lugosi (interpretato nella pellicola di Burton da un incredibile Martin Landau) drogato e ingabbiato nel ruolo che lo rese celebre nel 1931, al lottatore Tor Johnson (George "The Animal" Steel) improbabile attore di molti suoi film, al veggente Criswell (Jeffrey Jones), al fidato direttore della fotografia daltonico, all'omosessuale Bunny (Bill Murray esilarante), per non parlare di Wood stesso che non nascose mai la sua passione per il travestitismo. Burton dal canto suo ha sempre raccontato della sua infanzia passata il perfetta solitudine. In quanto ai suoi attori non dobbiamo dimenticare il suo preferito, Johnny Depp, che dopo Edward mani di forbice interpreta qui il ruolo del regista tanto maltrattato dalla critica dell'epoca. Depp adesso è papà e attore di blockbuster come I pirati dei Caraibi ma all'epoca del film, ricordiamolo il 1994, era uno scapestrato dalla vita scombussolata. Il film di Burton, scritto da Scott Alexander e Larry Karaszewski (gli stessi di Larry Flynt e Man on the moon entrambi di Milos Forman) si ferma "all'apice" della carriera di Wood, quando cioè uscì il suo film Plan 9 from outer space. Ed Wood: Hollywood spazzatura, il libro di Rudolph Grey (ed. Frassinelli) che ha ispirato la sceneggiatura, va avanti e ci mostra il resto della sua carriera degenerata in film e racconti porno e in un alcolismo che lo porterà alla morte. La carriera di Burton dopo Ed Wood è proseguita di successo in successo. Si è concesso solo uno scivolone, quel remake de Il pianeta delle scimmie che nessuno gli ha perdonato. Ora Edward D. Wood Jr. è un regista riscoperto anche grazie al film di Burton. Un giusto risultato per non dimenticare un artista senza talento ma genuino.

5 commenti

chimy ha detto...

Che gran film... io amo Tim Burton. Come sottolinei giustamente da Ed Wood in poi (a parte il remake de "Il pianeta delle scimmie", ma cmq ogni tanto si può anche sbagliare se no è davvero preoccupante ^^)ha fatto soltanto grandi successi e grandissimi film...
Ciao, a presto

Mr. Hamlin ha detto...

Il film è splendido (come quasi tutti quelli di Burton, appunto ad esclusione del Pianeta delle scimmie), ma per onor di verità va detto che le differenze tra Wood e Burton non si limitano alla fortuna o sfortuna.

La differenza sostanziale è che uno ha un talento IMMENSO ("Big fish", oltre che un capolavoro, è l'unico film durante il quale mi sono commosso), mentre l'altro aveva "solo" grande passione e tenacia.

Detto questo Depp è bravissimo (a proposito, colta la citazione del maglione d'angora in "La fabbrica del cioccolato"?) e Landau da applausi a scena aperta.

filippo ha detto...

Uno dei miei Burton preferiti.
Ed Wood...Piano 9 dall'interspazio me lo riguardo sempre volentieri, ma una cosa va detta:
I suoi film contengono tutto ciò che un buon regista non dovrebbe fare.
Da quel punto di vista sono molto educativi...
Ovvio che se vedi i suoi film dopo aver visto quello di Burton, riesci anche ad apprezzarlo...^^

Condivido quello che ha detto Mr Hamlin.
Big Fish è il film che mi ha fatto più commuovere...

Un saluto

Luciano ha detto...

Bellissimo film di un grande regista che ha il merito di avere anche ricordato il cinema di Ed Wood. Senza questo film nessuno (neppure io) forse avrebbe ricordato questo regista, che non è stato un talento ma, secondo me, neppure il peggiore regista di tutti i tempi. Ciao.

Roberto ha detto...

Chimy, un po' Burton si sta ammorbidendo ma lo capisco e poi la sua poetica non è rimasta scalfita.
Mr. hamlin, certo che Burton ha talento e Wood no, la fortuna di cui parlo è legata anche al fatto che bisogna averne per nascere talentuosi.
Filippo, Ed Wood si adattava. Il film che citi, Plan 9, è stato girato in condizioni tragicomiche. Tanto per dire, per realizzare i dischi volanti furono utilizzati i copertoni della Cadillac. L'aneddoto è citato nel film di Burton successivo Mars attacks! quando la giornalista interpretata da Sarah Jessica Parker descrive la navicella che atterra nel deserto.