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A serious man di Joel e Ethan Coen



C'è una forte sensazione di inevitabilità dietro la calma piatta che accompagna tutto il film.
Lawrence Gopnik (Michael Stuhlbarg) si vede la vita frantumarsi senza reagire come farebbe un uomo comune, si lascia scivolare tutto addosso, trovando che la cosa migliore da fare sia di consultare alcuni saggi rabbini. Accetta tutto quello che gli capita con semplicità, come dice la didascalia che apre il film, anche se gli eventi catastrofici si moltiplicano rendendolo sempre più impotente.

A serious man si muove in bilico tra commedia e dramma, tra sogni e realtà, e sorprende con un finale misterioso, spiazzante, ribaltatore, apocalittico (ma questa è l'interpretazione forse più banale), come non se ne vedeva nel loro cinema da tempo.

Dopo la pausa cazzona di Burn after reading, finalmente si torna dalle parti del capolavoro che sembra non prendere niente sul serio, soprattutto i drammi esistenziali.

Sceneggiatura - Joel e Ethan Coen
Fotografia - Roger Deakins
Scenografie - Jess Gonchor, Deborah Jensen
Costumi - Mary Zophres
Musiche - Carter Burwell
Montaggio - Joel e Ethan Coen (come Roderick Jaynes)

5 commenti

Absinto ha detto...

Sempre prima di me ci vai!

Roberto Fusco Junior ha detto...

Sono stato sette giorni a bestemmiare perché ancora non lo mettevano. C'erano film più importanti come quello con Checco Zalone...

Absinto ha detto...

Sisi anche qui da me niente multisala, ma meglio così cinemino più intimo ed economico, ci andrò nei prossimi giorni!

Anonimo ha detto...

La pausa cazzona, ahah! In effetti...però irresistibilmente cazzona! Ah, su questo ovviamente siamo d'accordissimo!

Ale55andra

Roberto Fusco Junior ha detto...

Le loro cazzate, oramai sempre più frequenti, glie le perdono. Cazzate che molti si sognano di girare, sia chiaro!