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Alta fedeltà di Stephen Frears

Rob Gordon (John Cusack), proprietario di un negozio di dischi, appena lasciato dalla sua ragazza Laura (Iben Hjejle) inizia un bilancio del suo rapporto con l’altro sesso.
Con l’idea di incontrare le cinque donne con le quali si è lasciato più dolorosamente (anzi, con le donne che lo hanno lasciato più dolorosamente), Rob inizia una specie di viaggio nel suo passato per capire meglio chi è.
Tra queste sue ex fiamme ci sono Alison (Shannon Stillo), Penny (Joelle Carter), Charlie (Catherine Zeta-Jones), Sarah (Lili Taylor). Hai capito il tipo…
Raccontato tutto dal punto di vista di Rob, che guarda spesso e volentieri l’obiettivo della cinepresa mentre parla, Alta fedeltà (High Fidelity) è una simpatica commedia diretta nel 2000 da Stephen Frears (Rischiose abitudini, Eroe per caso, The van: due sulla strada, Liam (uscito nello stesso anno di Alta fedeltà), Lady Henderson presenta, The Queen).
Rob Gordon ci sta simpatico, e non solo per le tipe che si è bombato (a quelle di sopra si aggiunga per favore anche la cantante, inventata, Marie DeSalle interpretata da Lisa Bonet un altro bel tocco di figliola, ve la ricordate ne I Robinson?). Ci è simpatico soprattutto per la sua fragilità, la sua meschinità, il suo masochismo, i suoi modi di pensare e di agire che spesso lo portano all’errore. Insomma Rob è un essere umano, maschio, messo a nudo.
Alta fedeltà ha un ottimo contorno musicale di pezzi noti del rock/pop più altri scritti appositamente da Howard Shore e degli azzeccati (stereotipati) personaggi maschili secondari come Barry e Dick, i due ragazzi che lavorano al negozio, intepretati da Jack Black e Todd Louiso (xXx 2: The next level). I tre parlano principalmente di musica e un po’ come il loro capo/amico amano stilare classifiche su ogni sorta di argomento, non solo musicale. Barry è quello più esaltato mentre Dick è quello più silenzioso e timido. E poi c’è Ian, il nuovo moroso di Laura interpretato da Tim Robbins e Liz, l’amica del cuore di Laura, impersonata da Joan Cusack sorella di John.

Tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby (Casa editrice Guanda) il film è sceneggiato da D.V. DeVincentis, Steve Pink, John Cusack, Scott Rosenberg.
Una visione questo film la merita tutta. Per ridere e riflettere.

Fotografia – Seamus McGarvey
Costumi – Laura Cunningham
Scenografi – David Chapman, Thérèse DePrez, Nicholas Lundy
Montaggio – Mick Audsley

8 commenti

chimy ha detto...

Mi piace molto Stephen Frears, questo film però mi manca ancora... recupererò...

Roberto Fusco Junior ha detto...

Recuperalo e fammi sapere

Edo ha detto...

Sì bella commedia. Hai letto il libro? Se non lo hai ancora fatto, te lo consiglio...
Un saluto

Roberto Fusco Junior ha detto...

Il libro ancora non ho la possibilità di leggerlo, ma ho sentito parlare molto bene di Hornby. Grazie per la dritta!

Alicesu ha detto...

posso dire un'ovvietà? Il romanzo è molto più bello...
Vedo che non hai letto niente di Hornby: beato te. Io ormai aspetto con ansia il prossimo romanzo (ma lo scriverà? E QUANDO, cavolo, QUANDO!!)

Però anche il film mi è piaciuto un sacco!
Ora me lo rivedo...

Roberto Fusco Junior ha detto...

Adesso, dopo aver letto Il vangelo secondo gesù di José Saramago romanzo bellissimo che in parte devo ancora comprendere, sto leggendo qualche romanzo di Georges Simenon non Maigret. Ho iniziato da poco La camera azzurra. Le prime cento pagine non sono niente male. Insomma, per il momento Hornby deve aspettare ma giuro che lo recupererò.

Luciano ha detto...

Questo film mi manca. Grazie per la segnalazione^^

Roberto Fusco Junior ha detto...

Luciano, un film niente male. Recuperalo se puoi.